«Dov’è il lavoro della maggioranza?». È la domanda posta dai capigruppo e vicecapigruppo delle opposizioni del Consiglio comunale di Bolzano, che attaccano duramente l’attività dell’amministrazione guidata dal sindaco Claudio Corrarati.
Secondo le minoranze, a un anno e mezzo dall’inizio della consiliatura, il bilancio dell’attività in Consiglio comunale sarebbe «desolante». Nel mirino finiscono soprattutto il numero di provvedimenti portati in aula e la durata delle sedute.
Le opposizioni sostengono che, dall’inizio della consiliatura, la Giunta abbia portato in Consiglio comunale «sostanzialmente due provvedimenti di peso»: la delibera di bilancio e quella relativa al nuovo statuto di Alperia. Per il resto, secondo i firmatari del comunicato, si sarebbe assistito a una lunga serie di provvedimenti ordinari, senza una visione politica o una vera agenda per la città.
A questo si aggiungerebbe, sempre secondo le opposizioni, un arretrato di oltre 70 mozioni ancora da discutere e tempi di risposta alle interrogazioni dei consiglieri che arriverebbero a tre o quattro mesi, a fronte dei 30 giorni previsti dal regolamento.
«Tre sedute, appena 210 minuti»
Il punto centrale della critica riguarda però il nuovo sistema delle indennità dei consiglieri comunali. La nuova impostazione prevede un’indennità fissa di 1.200 euro lordi al mese, collegata all’obiettivo di limitare le riunioni del Consiglio a tre al mese.
Una scelta che, ricordano le opposizioni, era stata giustificata con la necessità di avere meno sedute ma più lunghe, così da consentire un lavoro più efficace e un confronto più approfondito sui problemi della città.
Ma i numeri dell’ultima settimana, secondo i firmatari del comunicato, raccontano un’altra situazione: le tre sedute del Consiglio comunale previste per agosto sono durate rispettivamente 40 minuti, un’ora e 50 minuti e un’ora.
In totale, quindi, 210 minuti di seduta, poco più di tre ore complessive. Da qui il titolo scelto dalle opposizioni: «1.200 euro lordi al mese per 210 minuti di lavoro».
«Un problema politico»
Per le minoranze non si tratta semplicemente di una questione legata alla programmazione dei lavori del Consiglio comunale. La situazione, sostengono, sarebbe il sintomo di «un problema politico molto più profondo».
Nel comunicato viene descritta una maggioranza «litigiosa e priva di una chiara direzione politica», accusata di non riuscire a trasformare gli slogan della campagna elettorale in concreti atti di governo.
«Non basta ripetere come un disco rotto che “si sta lavorando”. Bisogna dimostrarlo con i fatti», concludono le opposizioni.
A firmare il documento sono i capigruppo e vicecapigruppo delle opposizioni in Consiglio comunale: Stefano Fattor e Monica Bonomini per il Partito Democratico, Abdallah Ab Chniouli e Christian Battisti per Io sto con Bolzano, Chiara Rabini e Rudi Benedikter per Verdi Grüne Vërc, Matthias Cologna e Thomas Brancaglion per Team K e Juri Andriollo e Pietro Borgo per la Lista civica con Andriollo.
