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Bollo auto, bocciata la proposta di esenzione permanente in Alto Adige: 23 voti contrari

by Massimiliano Maglione

Il Consiglio provinciale respinge la mozione di Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit), che chiedeva di esentare ogni proprietario dal pagamento della tassa automobilistica per un veicolo. Kompatscher: «Priorità a misure strutturali contro la perdita del potere d’acquisto».

BOLZANO – Niente esenzione permanente dal bollo auto per i cittadini altoatesini. Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano ha respinto la mozione presentata da Myriam Atz, consigliera della Süd-Tiroler Freiheit, insieme ai colleghi Bernhard Zimmerhofer, Sven Knoll e Rabensteiner. La proposta ha ottenuto 4 voti favorevoli, 23 contrari e 4 astensioni.

La mozione, depositata il 24 settembre 2026, impegnava la Giunta provinciale a creare i presupposti giuridici e finanziari per esentare ogni proprietario dal pagamento della tassa automobilistica per una vettura. In caso di possesso di più automobili, l’agevolazione avrebbe riguardato il veicolo con la cilindrata inferiore. L’obiettivo era introdurre uno sgravio permanente, con l’obbligo di riferire al Consiglio entro un anno sulle misure adottate.

Atz: «L’auto è indispensabile per molte famiglie»

A sostegno della proposta, Atz ha richiamato le difficoltà economiche di numerosi cittadini e le somme che ogni anno rimangono non riscosse a causa del mancato pagamento del bollo. Secondo la consigliera, in Alto Adige circa un quarto del gettito atteso non viene versato entro i termini previsti, mentre milioni di euro di crediti risultano irrecuperabili.

In una provincia montana come quella altoatesina, ha sottolineato, l’automobile rappresenta spesso una necessità, soprattutto per chi vive nelle località periferiche e non dispone di collegamenti pubblici adeguati.

Atz ha inoltre richiamato la prospettiva di un intervento del Governo nazionale sulla tassa automobilistica per una larga parte dei veicoli circolanti, sostenendo che la Provincia dovrebbe utilizzare i margini garantiti dalla propria autonomia per alleggerire stabilmente il carico fiscale sulle famiglie.

La consigliera ha precisato che non sarebbe stato necessario creare nuovi strumenti per individuare l’auto da esentare, poiché esiste già un database in grado di identificare il veicolo di cilindrata inferiore intestato a ciascun proprietario.

Le critiche: uno sgravio non abbastanza mirato

Nel corso del dibattito sono emerse numerose perplessità sulla proposta.

Sandro Repetto (Partito Democratico) si è augurato che il Governo proroghi anche per il prossimo anno la misura annunciata a livello nazionale, pur esprimendo dubbi sulla sua effettiva continuità. Quanto alla mozione provinciale, ha chiesto di sospenderne l’esame per riformularla introducendo criteri più selettivi: un limite di cilindrata, una soglia ISEE e la residenza in località prive di adeguati collegamenti con i mezzi pubblici. Repetto ha inoltre osservato che un’esenzione generalizzata potrebbe favorire anche veicoli più inquinanti.

Zeno Oberkofler (Gruppo Verde) ha sostenuto che gli sgravi fiscali dovrebbero essere indirizzati prioritariamente a chi ne ha maggiore bisogno. La proposta, a suo giudizio, avrebbe trattato allo stesso modo chi possiede un SUV e una seconda auto di piccole dimensioni e chi dispone soltanto di un’utilitaria, senza offrire alcun beneficio a chi non possiede un’automobile.

Oberkofler ha indicato come alternative l’azzeramento dell’addizionale IRPEF per i redditi inferiori a 50.000 euro, i mezzi pubblici gratuiti per le fasce di reddito medio-basse e un aumento dei contributi per i pendolari.

Anche Paul Köllensperger (Team K) ha criticato l’ipotesi di un’esenzione generalizzata. Secondo il consigliere, la misura nazionale avrebbe soprattutto una finalità elettorale e comporterebbe conseguenze finanziarie per le Regioni. Un’estensione provinciale dell’intervento, ha avvertito, potrebbe costare circa 18 milioni di euro, risorse che potrebbero essere utilizzate in modo più efficace attraverso altri strumenti.

Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha definito poco convincente l’iniziativa del Governo, contestando in particolare il riferimento alla cilindrata, che non terrebbe sufficientemente conto delle esigenze di chi vive in periferia e necessita di vetture più grandi.

Galateo e Fratelli d’Italia difendono la misura

L’assessore provinciale Marco Galateo (Fratelli d’Italia) ha difeso l’intervento del Governo Meloni, sottolineando che l’abolizione del bollo per una parte consistente dei veicoli potrebbe lasciare nelle tasche degli altoatesini una somma significativa.

Galateo ha inoltre sollevato la questione delle automobili con targa estera utilizzate da persone che vivono o lavorano in Alto Adige, criticando situazioni nelle quali, a suo giudizio, il ricorso a queste soluzioni consente di sottrarsi al pagamento delle imposte sul territorio.

Sulla stessa linea Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia), che ha contestato la definizione di «marchetta elettorale» attribuita alla misura. Ha ricordato come, nelle famiglie con due automobili, spesso una vettura piccola venga utilizzata quotidianamente per accompagnare i figli a scuola o per gli spostamenti ordinari, mentre l’altra rimane soggetta al pagamento del bollo. L’esenzione, ha sostenuto, rappresenterebbe quindi un aiuto concreto per chi utilizza l’auto come strumento di necessità e non come bene di lusso.

Knoll: «Avere un’auto non è un lusso»

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), cofirmatario della mozione, ha ribadito la necessità di sostenere le famiglie che non riescono più a sostenere tutte le spese. Possedere un’automobile per accompagnare i figli a scuola o raggiungere il posto di lavoro, ha affermato, non può essere considerato un lusso.

Knoll ha inoltre ricordato che altre proposte, come la gratuità dei mezzi pubblici e l’aumento dei contributi per i pendolari, non hanno trovato il sostegno della maggioranza. Pur riconoscendo che la misura nazionale possa avere una componente elettorale, ha sostenuto che un intervento concreto sia preferibile all’assenza di iniziative a favore dei cittadini.

Il confronto ha assunto anche toni polemici quando Harald Stauder (SVP) ha richiamato il tema della corretta contribuzione fiscale in Alto Adige, facendo riferimento alle critiche rivolte da Galateo a chi utilizza veicoli con targa estera. Stauder ha rivolto una battuta a Knoll sul tema dell’evasione del bollo. Il consigliere della Süd-Tiroler Freiheit ha replicato per fatto personale, contestando il carattere dell’intervento.

Kompatscher: «Servono sgravi che durino nel tempo»

A chiarire la posizione della Giunta è stato il presidente della Provincia, Arno Kompatscher. Il governatore ha ricordato che il bollo auto è una tassa di competenza provinciale e che in Alto Adige l’importo applicato è già inferiore rispetto a quello previsto in altre Regioni. Ha inoltre sottolineato che esistono già diverse esenzioni, tra cui quelle previste per i veicoli a zero emissioni.

Per quanto riguarda l’intervento nazionale, Kompatscher ha spiegato che il Governo ha dichiarato di voler rispettare l’autonomia delle Regioni e delle Province autonome, ma restano da chiarire alcuni aspetti finanziari e soprattutto la durata della misura.

Il presidente ha indicato in circa 15 milioni di euro il possibile mancato gettito per la Provincia, a fronte di un rimborso statale che potrebbe coprire circa due terzi della somma. Ha inoltre precisato che non vi sono ancora certezze sulla stabilità nel tempo dell’intervento nazionale.

Per questo motivo, secondo Kompatscher, non sarebbe opportuno introdurre già ora un’esenzione provinciale permanente, senza avere garanzie sulle future coperture finanziarie.

La Giunta, ha aggiunto, intende invece dare priorità, nel bilancio di previsione 2027-2029, a misure capaci di contrastare la perdita del potere d’acquisto delle famiglie attraverso interventi strutturali e duraturi.

La mozione viene respinta

Nella replica finale, Myriam Atz ha ricordato che la proposta era stata avanzata già a luglio come ordine del giorno e che, in quell’occasione, le era stato chiesto di sospenderla per valutare una possibile iniziativa condivisa con la Giunta.

La consigliera ha ribadito che l’obiettivo non era collegare la mozione alla misura nazionale e ha difeso la scelta di non introdurre limiti ISEE o di cilindrata, ritenendo che criteri aggiuntivi avrebbero reso più complessa l’applicazione dell’esenzione. Ha infine invitato la Provincia a utilizzare le proprie competenze per dare un segnale concreto ai cittadini.

La votazione conclusiva ha però confermato la contrarietà della maggioranza e di parte dell’opposizione: 4 voti favorevoli, 23 contrari e 4 astensioni. La proposta di introdurre un’esenzione permanente dal bollo auto per una vettura per proprietario è stata quindi respinta.

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