La consigliera di Vita chiedeva uno studio retrospettivo e uno prospettico sulla salute dei bambini e degli adolescenti tra 0 e 16 anni in Alto Adige. L’assessore Hubert Messner ha contestato le premesse scientifiche della proposta. La mozione è stata respinta con votazioni separate sui singoli punti.
BOLZANO – Niente studio comparativo sullo stato di salute dei bambini e degli adolescenti vaccinati e non vaccinati in Alto Adige. Il Consiglio provinciale ha respinto la mozione n. 461/26 presentata da Renate Holzeisen (Vita), che chiedeva alla Giunta provinciale di promuovere due studi indipendenti sui minori tra 0 e 16 anni, attraverso i dati dell’Azienda sanitaria e la collaborazione di pediatri e medici di base.
La proposta, intitolata “È assolutamente necessario rendere pubblico lo stato di salute dei bambini e degli adolescenti vaccinati rispetto a quello dei non vaccinati”, ha acceso il confronto in aula tra posizioni differenti sulla sicurezza dei vaccini, sulla farmacovigilanza e sull’opportunità di realizzare nuove ricerche epidemiologiche.
La proposta di Holzeisen: due studi sulla salute dei minori
La mozione prevedeva innanzitutto uno studio retrospettivo, basato sui dati sanitari già disponibili e su ulteriori informazioni da raccogliere presso pediatri e medici di base, per confrontare le condizioni di salute dei bambini vaccinati e non vaccinati.
Il secondo punto riguardava uno studio prospettico, concepito per seguire nel tempo lo stato di salute dei due gruppi, con una direzione scientifica indipendente da possibili conflitti di interesse.
Nel presentare la proposta, Holzeisen ha sollevato dubbi sull’attuale sistema di farmacovigilanza e sull’effettiva disponibilità di dati relativi agli effetti avversi dei vaccini pediatrici. Ha inoltre sostenuto che mancherebbero studi clinici con autentici gruppi di controllo per i vaccini utilizzati in Italia e in Alto Adige.
A sostegno della propria posizione, la consigliera ha citato un programma di sorveglianza attiva condotto dall’Osservatorio epidemiologico della Regione Puglia dopo la prima dose del vaccino quadrivalente contro morbillo, parotite, rosolia e varicella (MMRV). Secondo i dati da lei richiamati, sarebbero state registrate 462 segnalazioni di eventi avversi ogni 1.000 dosi, con l’11% classificato come grave.
Holzeisen ha anche avanzato critiche nei confronti dell’influenza della Fondazione Bill & Melinda Gates sulle politiche vaccinali internazionali e ha accusato l’AIFA di non dare adeguata visibilità ai dati sugli effetti avversi. Si tratta di affermazioni della consigliera contestate nel corso del dibattito.
Team K: trasparenza sì, ma senza strumentalizzazioni
Franz Ploner (Team K) ha riconosciuto l’importanza della trasparenza sui rischi degli interventi medici, invitando però alla cautela scientifica e a evitare strumentalizzazioni politiche.
Ploner ha ribadito che la farmacovigilanza deve essere sostenuta, ma che la richiesta di monitorare gli effetti avversi non equivale ad affermare che le vaccinazioni provochino danni. Ha ricordato che le evidenze scientifiche dimostrano il ruolo delle vaccinazioni nel limitare la diffusione di numerose patologie.
Secondo il consigliere, confrontare direttamente vaccinati e non vaccinati è un’operazione complessa, perché lo stato di salute dipende anche da fattori quali l’esposizione alle malattie e gli stili di vita. Ha inoltre richiamato la necessità di tutelare i dati sensibili dei minori, proponendo come riferimento un monitoraggio indipendente basato su evidenze scientifiche e capace di valutare sia i rischi sia i benefici delle vaccinazioni.
Di diverso avviso Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion), che ha dichiarato il proprio sostegno alla proposta, osservando che il sistema sanitario finanzia già numerosi studi e che sarebbe stato possibile valutare anche questa ricerca.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha condiviso l’importanza degli studi, ma ha espresso dubbi sull’impostazione della ricerca proposta. A suo giudizio, sarebbe più utile un confronto circoscritto a un determinato vaccino, citando come esempio quello contro il Covid-19. Knoll ha inoltre sottolineato le difficoltà di un’analisi retrospettiva, considerando le differenze tra i programmi vaccinali nel tempo e l’influenza di numerosi fattori sullo stato di salute.
Messner: «La farmacovigilanza è già attiva»
L’assessore provinciale alla Salute Hubert Messner ha illustrato la posizione della Giunta, richiamando diversi studi scientifici e i sistemi di controllo previsti per i vaccini.
Messner ha contestato l’affermazione secondo cui l’AIFA avrebbe nascosto i dati della sorveglianza condotta in Puglia, sostenendo che le segnalazioni sono confluite nel sistema nazionale di farmacovigilanza.
Ha inoltre precisato che esistono studi clinici con gruppi di controllo, compresi studi controllati con placebo, citando anche una ricerca danese. In merito allo studio retrospettivo proposto da Holzeisen, l’assessore ha evidenziato una difficoltà tecnica: nell’assistenza pediatrica mancherebbero diagnosi codificate sufficienti a consentire il tipo di confronto richiesto.
Messner ha ricordato che i vaccini vengono sottoposti a verifiche prima dell’autorizzazione e a controlli di farmacovigilanza dopo la loro immissione in commercio. Ha inoltre precisato che uno studio comparativo prospettico non coincide automaticamente con un programma di farmacovigilanza attiva.
L’assessore ha infine criticato l’impostazione della mozione, giudicando alcuni passaggi, con riferimenti a propaganda e arricchimento, più vicini a un’accusa politica che a una formulazione scientifica.
Nella replica, Holzeisen ha sostenuto che il confronto tra bambini vaccinati e non vaccinati rimane essenziale per comprendere meglio gli effetti delle vaccinazioni. Ha contestato l’adeguatezza degli studi disponibili e criticato in particolare la somministrazione di vaccini polivalenti ai bambini molto piccoli.
Le votazioni: respinti entrambi i punti
La mozione è stata sottoposta a votazione nominale e per punti separati. Il risultato ha evidenziato maggioranze differenti sui tre passaggi votati.
- Premesse della mozione: 5 voti favorevoli, 16 contrari e 11 astensioni.
- Punto 1 – Studio retrospettivo: 15 favorevoli, 15 contrari e 2 astensioni.
- Punto 2 – Studio prospettico: 7 favorevoli, 16 contrari e 9 astensioni.
Le premesse e il secondo punto sono stati respinti con una maggioranza di voti contrari. Il primo punto, invece, ha registrato una parità tra favorevoli e contrari, con due astensioni. Anche in questo caso la proposta non è stata approvata.
La discussione ha così riportato al centro del dibattito provinciale il tema della sicurezza vaccinale e della trasparenza dei dati sanitari. Da una parte, la richiesta di Holzeisen di avviare nuove ricerche comparative; dall’altra, le obiezioni della Giunta e di alcuni consiglieri sulla metodologia, sulla disponibilità dei dati e sulla necessità di mantenere il confronto entro criteri scientifici rigorosi.
