L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo, con un’aspettativa di vita superiore agli 83 anni. Eppure, l’aumento dell’età non coincide sempre con un miglior stato di salute. Sempre più persone convivono per anni con malattie croniche, infiammazione persistente, stanchezza e disturbi che, pur trattati, continuano a compromettere la qualità della vita.
Da questa riflessione nasce ImmunoLongevity, progetto fondato dalla dottoressa Eleonora Celletti, specialista in Reumatologia e Dottore di Ricerca in Immuno-Infettivologia, che propone un approccio multidisciplinare alla medicina della longevità, funzionale e rigenerativa, con l’obiettivo di individuare le cause profonde delle patologie autoimmuni e croniche, oltre al semplice trattamento dei sintomi.
Dalla cura della malattia alla comprensione del paziente
Dopo oltre vent’anni tra attività clinica, ricerca universitaria e pubblicazioni scientifiche, la dottoressa Celletti ha maturato una convinzione: molti pazienti, pur ricevendo le migliori terapie disponibili, continuano a convivere con un malessere che gli esami tradizionali non riescono a spiegare.
Secondo il progetto ImmunoLongevity, la medicina moderna deve integrare la gestione della malattia con una valutazione più ampia della biologia individuale, analizzando fattori come infiammazione cronica, microbiota intestinale, carenze nutrizionali, metabolismo, equilibrio ormonale e stile di vita.
Il ruolo dell’intestino e del microbiota
Uno dei pilastri dell’approccio riguarda il microbiota intestinale. Negli ultimi anni numerosi studi scientifici hanno evidenziato come le alterazioni della flora batterica possano influenzare direttamente il sistema immunitario e contribuire allo sviluppo o al mantenimento di diverse malattie autoimmuni, tra cui artrite reumatoide, lupus, tiroidite di Hashimoto e fibromialgia.
Prevenzione e medicina personalizzata
Il modello proposto punta anche sulla prevenzione, intervenendo prima che alterazioni metaboliche come glicemia elevata, accumulo di grasso viscerale o squilibri nutrizionali si trasformino in vere e proprie patologie.
Per questo motivo il percorso coinvolge diverse figure professionali, tra cui reumatologi, endocrinologi, ginecologi, nutrizionisti, medici dello sport, psicologi e health coach, con l’obiettivo di costruire programmi personalizzati basati sulle caratteristiche biologiche del singolo paziente.
Diagnostica avanzata
Tra gli strumenti utilizzati rientra anche la metabolomica urinaria, una metodica che analizza centinaia di metaboliti per individuare alterazioni biochimiche non rilevabili con gli esami tradizionali. Accanto a questa, trovano spazio le più recenti conoscenze sull’epigenetica, disciplina che studia l’età biologica e il modo in cui alimentazione, attività fisica, sonno e gestione dello stress possano influenzare i processi di invecchiamento.
Una medicina che guarda al futuro
Secondo ImmunoLongevity, la medicina della longevità non intende sostituire quella tradizionale, ma integrarla, offrendo strumenti aggiuntivi per comprendere meglio le cause delle malattie e favorire una migliore qualità della vita.
L’obiettivo non è soltanto vivere più a lungo, ma vivere più a lungo in salute, riducendo il tempo trascorso con malattie croniche e intervenendo precocemente sui fattori di rischio attraverso un approccio personalizzato e supportato dalle più recenti evidenze scientifiche.
