BOLZANO – Le parole scritte sul web hanno conseguenze reali. È questo il messaggio al centro della campagna di sensibilizzazione “Digitale è reale”, rilanciata oggi dalla Provincia autonoma di Bolzano in occasione della Giornata internazionale contro i discorsi d’odio, in programma il prossimo 18 giugno.
L’iniziativa, presentata nella sala stampa di Palazzo Widmann, punta a promuovere una cultura della comunicazione rispettosa e responsabile negli spazi digitali, ricordando che dietro ogni commento, post o messaggio si nasconde una persona reale.
«Quello che succede online non rimane solo online. Le parole possono ferire, escludere e portare le persone a non esprimersi più», ha sottolineato l’assessora provinciale alla Coesione sociale, Rosmarie Pamer, evidenziando come l’odio in rete non debba mai essere considerato normale. «Per questo vogliamo ribadire un messaggio chiaro: il digitale è reale».
La responsabile della campagna, Lisa Bringhenti dell’Agenzia di stampa e comunicazione della Provincia, ha spiegato che il progetto nasce da una mozione presentata in Consiglio provinciale nel 2022 e sviluppata insieme al Forum Prevenzione. L’obiettivo è offrire strumenti concreti a chi desidera impegnarsi per una convivenza rispettosa, mettendo a disposizione informazioni, materiali e punti di riferimento per affrontare fenomeni di odio e discriminazione online.
La nuova edizione della campagna introduce anche lo slogan “Il tuo commento. Il tuo volto.”, un messaggio che richiama la responsabilità personale di ogni utente rispetto ai contenuti pubblicati in rete.
Nel corso della presentazione, Judith Gögele, presidente del Comitato provinciale per le comunicazioni, ha ricordato come internet e social media siano ormai parte integrante della vita quotidiana. «Ciò che viene detto online non rimane confinato nel mondo virtuale, ma ha effetti concreti sulla realtà e sulla convivenza sociale», ha affermato, sottolineando che «ogni commento ha un destinatario».
Importante anche il contributo della Polizia di Stato. Bruno Mazzurana, della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica, ha invitato i cittadini a segnalare sempre episodi di insulti, minacce o incitamento all’odio. «Solo attraverso le segnalazioni è possibile individuare gli autori dei comportamenti illeciti», ha spiegato, evidenziando come spesso i commenti offensivi generino un effetto emulazione.
A chiudere l’incontro è stato il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, che ha lanciato un messaggio netto: «L’odio non è un’opinione». Secondo Kompatscher, il rischio è che il clima di aggressività scoraggi le persone dal partecipare al dibattito pubblico. «Questa campagna non è contro il web, ma a favore di una rete che sia luogo di democrazia e confronto, dove tutte le opinioni possano trovare spazio nel rispetto reciproco».
La campagna sarà diffusa nelle prossime settimane attraverso spazi pubblici, media tradizionali e social network, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulle conseguenze concrete che insulti, offese e comportamenti aggressivi possono avere sulla vita delle persone e sul clima sociale della comunità.
