BOLZANO – Si accende lo scontro politico attorno alla presunta adesione al “Comitato Remigrazione e Riconquista” da parte di due consiglieri di circoscrizione bolzanini: Maurizio Puglisi Ghizzi e Massimo Trigolo, entrambi con un passato in CasaPound e oggi eletti nelle circoscrizioni cittadine per la Lega, partito che sostiene la maggioranza del sindaco Claudio Corrarati.
Secondo quanto riportato dai Verdi, il “Comitato Remigrazione e Riconquista” farebbe parte dell’ultradestra europea ed è sostenuto in Italia da CasaPound. Il gruppo – sostengono gli ambientalisti – “mira a rimettere in discussione diritti fondamentali e a promuovere una società divisa e discriminatoria”.
A sollevare il caso sono i consiglieri verdi Chiara Rabini, Cornelia Brugger, Rudi Benedikter e Luca Di Biasio, insieme al consigliere di circoscrizione Andrea Tomasi. Nella loro nota chiedono al sindaco Corrarati se l’eventuale adesione dei due consiglieri a un progetto politico di ultradestra sia compatibile con il loro ruolo istituzionale e quali iniziative intenda intraprendere per “tutelare la credibilità delle istituzioni e il rispetto dei valori costituzionali”.
“Bolzano non può essere rappresentata da chi legittima ideologie che alimentano odio e discriminazione”, sottolineano i Verdi.
La replica della Lega Alto Adige
Non si è fatta attendere la risposta della Lega Alto Adige, attraverso un comunicato firmato dal segretario provinciale Paolo Zenorini, che definisce le accuse “strumentali” e persino “sorprendenti”.
“Le affermazioni diffuse dai Verdi – si legge nella nota – colpiscono sul piano personale due amministratori locali attraverso una lettura ideologica delle loro posizioni politiche”.
La Lega precisa che l’adesione al Comitato Remigrazione “rimane un’iniziativa personale” e che “al momento non vi è alcuna partecipazione ufficiale del partito”.
Il Carroccio ribalta poi la critica, domandando ai Verdi “quale parte delle proposte del Comitato Remigrazione sarebbe incompatibile con il ruolo di un amministratore locale”. Tra i contenuti elencati:
• maggiore controllo dei flussi migratori;
• lotta all’irregolarità;
• espulsione di chi commette reati;
• più sicurezza nei quartieri;
• rispetto delle leggi italiane da parte di chi vive nel Paese.
“Se questi principi vengono definiti ‘pericolosi’, allora i Verdi dovrebbero dirlo apertamente alla cittadinanza”, aggiunge Zenorini, sottolineando che tali richieste “rappresentano la base della convivenza civile”.
“Nessun estremismo”: la posizione finale della Lega
Il comunicato si chiude con un messaggio rivolto alla comunità altoatesina: la Lega ribadisce che “chi rispetta le regole è il benvenuto”, ma chi delinque “non può restare impunito”.
“Non accettiamo – conclude Zenorini – che un confronto politico serio venga trasformato in una polemica ideologica o in una delegittimazione personale. Continueremo a lavorare con responsabilità e nel pieno rispetto dei valori costituzionali per garantire sicurezza e legalità in tutta la provincia”.
