BOLZANO – A due anni dal suo rilancio, la rivista provinciale Neus finisce al centro delle polemiche. Il Team K accusa la Giunta di usare lo strumento come veicolo di autocelebrazione piuttosto che come mezzo di informazione al servizio della popolazione. L’attacco è diretto e senza mezzi termini: i consiglieri Paul Köllensperger e Alex Ploner ne chiedono addirittura l’abolizione.
Con una tiratura di 31.400 copie e costi annuali non indifferenti, Neus è curata dall’Ufficio stampa della Provincia Autonoma di Bolzano e viene pubblicata in tre lingue: tedesco, italiano e ladino. È proprio sull’utilizzo delle risorse e sull’equilibrio linguistico che si concentra parte delle critiche: nell’ultima edizione, ad esempio, a far discutere è un’intervista di ben otto pagine all’assessore Daniel Alfreider, pubblicata due volte in ladino – unico contenuto in tale lingua in tutto il numero – oltre che in italiano e tedesco.
«Voglio sapere dalla Giunta provinciale come è nata questa intervista e quanto costa ogni anno questa rivista ai cittadini. Non è accettabile che Neus venga utilizzata per mettere in vetrina i membri della Giunta, quando in Alto Adige ci sono già numerosi media attivi. Inoltre, l’Ufficio stampa della Provincia è tutt’altro che un esempio di informazione critica», afferma Alex Ploner, consigliere provinciale del Team K.
Più drastico il fondatore del movimento, Paul Köllensperger: «Proponiamo l’abolizione della rivista Neus. Le risorse pubbliche spese per questo strumento di comunicazione potrebbero essere impiegate in modo ben più utile, ad esempio per l’istruzione, il sociale o la digitalizzazione. Oggi Neus è poco più che uno strumento di PR della Giunta provinciale».
La polemica si arricchisce di un’ulteriore sfumatura politica. L’attuale vicepresidente Marco Galateo, esponente di Fratelli d’Italia, oggi in maggioranza, aveva infatti criticato Neus quando era ancora all’opposizione, definendola “più propaganda elettorale che servizio al cittadino” e invitando la Provincia a trovare altri metodi di comunicazione.
Il Team K sottolinea infine come certe scelte editoriali risultino discutibili: «Che l’assessore Alfreider da bambino giocasse con i Lego e sognasse di diventare ingegnere, come raccontato in Neus, può interessare a qualche rivista scandalistica, ma i cittadini dell’Alto Adige vogliono sapere quando avremo finalmente un trasporto pubblico efficiente, stazioni accessibili e certezze per la scuola e la cultura ladina», affermano i consiglieri.
Il dibattito è aperto e destinato a far discutere, soprattutto in un momento in cui la trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche e l’efficacia della comunicazione istituzionale sono temi sempre più centrali per l’opinione pubblica.
