L’emergenza abitativa torna al centro del dibattito politico in Consiglio provinciale, dove è stata respinta la mozione presentata dal Team K per affrontare la carenza di alloggi accessibili in Alto Adige. Il documento conteneva cinque proposte che, secondo il movimento, avrebbero potuto essere attuate con costi contenuti per le casse pubbliche e contribuire ad aumentare l’offerta di abitazioni.
Il primo firmatario della mozione, Paul Köllensperger, ha espresso forte delusione per l’esito del voto, sostenendo che i tempi della politica non siano compatibili con l’urgenza del problema. «Se guardiamo alle caserme di Bolzano o all’areale ferroviario, si parla di interventi che arriveranno forse nel 2040. Ma i giovani non possono aspettare: se ne vanno, e con loro se ne va anche il futuro dell’Alto Adige», afferma.
Tra le proposte bocciate figuravano la creazione di un’agenzia provinciale per la gestione dei terreni edificabili, ispirata ai modelli di Vienna e Bologna, con l’obiettivo di contenere i canoni di locazione; la riconversione di uffici, negozi e magazzini sfitti in abitazioni; la realizzazione di alloggi temporanei per studenti, lavoratori e giovani al primo impiego; la densificazione dei quartieri di edilizia pubblica costruiti negli anni Sessanta e Settanta e un ruolo più attivo dell’IPES nel mercato degli affitti a canone calmierato.
Secondo il Team K, nessuna delle misure avrebbe richiesto importanti modifiche legislative o investimenti straordinari, puntando invece a valorizzare il patrimonio edilizio già esistente e il suolo urbanizzato.
Köllensperger sostiene che il nodo centrale sia l’insufficiente offerta di abitazioni, che a suo giudizio mantiene elevati i prezzi di vendita e i canoni di locazione. «La crisi abitativa non si risolve con gli annunci – afferma – ma aumentando concretamente l’offerta di case. Continueremo a presentare proposte per consentire a giovani e famiglie di costruire il proprio futuro in Alto Adige».
La bocciatura della mozione conferma come il tema della casa rimanga uno dei dossier più delicati della legislatura, con posizioni ancora distanti tra maggioranza e opposizione sulle strategie da adottare per contrastare il caro-affitti e la crescente difficoltà di accesso al mercato immobiliare.
