venerdì, Ottobre 16, 2026
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Traffico di droga a Bolzano, due arresti e undici perquisizioni: smantellata rete gestita da cittadini albanesi

by Massimiliano Maglione

BOLZANO. Blitz antidroga della Polizia di Stato all’alba di oggi nel capoluogo altoatesino. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Bolzano, con il supporto dei colleghi di Trento, Venezia e Pavia, hanno eseguito due misure cautelari in carcere e undici decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti cittadini albanesi indagati nell’ambito di una vasta inchiesta sul traffico di sostanze stupefacenti.

I destinatari delle ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bolzano su richiesta della Procura della Repubblica, risiedono tutti in provincia di Bolzano. Le perquisizioni hanno invece interessato anche altre province italiane.

L’operazione rappresenta l’epilogo di una lunga e articolata attività investigativa avviata dalla Squadra Mobile e finalizzata al contrasto dello spaccio e del traffico di droga sul territorio altoatesino. Le indagini avevano già portato, nel febbraio 2026, all’arresto del principale indagato e al sequestro di oltre 7 chilogrammi di hashish, 700 grammi di cocaina, un chilogrammo di marijuana e circa 3.800 euro in contanti.

Nel prosieguo delle attività investigative sono stati denunciati altri due cittadini albanesi e sequestrati ulteriori 250 grammi di hashish. Attraverso appostamenti, pedinamenti e sofisticate attività tecniche, gli investigatori hanno ricostruito l’esistenza di un’organizzazione dedita al traffico di cocaina e hashish nella città di Bolzano, con collegamenti per l’approvvigionamento della droga in Veneto, Lombardia e Toscana.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo criminale disponeva di una precisa suddivisione dei compiti e di una struttura logistica ed economica capace di garantire una costante disponibilità di ingenti quantitativi di stupefacente. Gli indagati avrebbero inoltre adottato numerosi accorgimenti per eludere i controlli delle forze dell’ordine, utilizzando utenze telefoniche fittizie, piattaforme social, sistemi VoIP per criptare le comunicazioni e autovetture appositamente modificate per il trasporto della droga.

Le sostanze stupefacenti venivano conservate, lavorate, confezionate e occultate in luoghi difficilmente riconducibili agli indagati prima di essere immesse sul mercato dello spaccio al dettaglio.

Gli investigatori hanno inoltre accertato che i principali promotori dell’organizzazione erano già emersi in precedenti inchieste e avrebbero continuato a gestire le attività illecite senza interruzioni, anche durante periodi trascorsi in custodia cautelare.

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