Bolzano. Sala Europa gremita ieri sera per il convegno “La casa che non c’è”, organizzato da Max Maglione Marketing & Communication con il patrocinio di ANACI e il supporto di Punto Service, moderato dal giornalista Paolo Florio. Un confronto serrato che ha coinvolto amministratori, tecnici, politici, costruttori e rappresentanti delle categorie economiche, chiamati a discutere uno dei temi più urgenti del territorio: la cronica mancanza di alloggi a prezzi accessibili.

Un mercato fuori controllo: prezzi in impennata, offerta bloccata
Florio ha aperto la serata illustrando i dati più recenti: Bolzano è oggi la seconda città più cara d’Italia, con una media di 4.500 €/mq, superata solo da Milano. Trento si ferma a 3.550 €/mq.
L’impennata è recente: «cinque anni fa eravamo a 3.600 €/mq, dieci anni fa a 3.200». L’Agenzia delle Entrate certifica 100.500 compravendite in provincia nel 2024, con prezzi medi di 3.000 €/mq che diventano 4.100 nel comune. Gries resta la zona più costosa (5.700 €/mq), i Piani la più accessibile (2.900–3.000 €/mq).

Durnwalder: “Serve coraggio. Recuperiamo terreni e alloggi vuoti”
L’ex presidente Luis Durnwalder ha richiamato la forza dell’Autonomia e la capacità di programmazione del territorio.
«Esistono terreni da recuperare, incluse aree militari e della Chiesa. Alcuni contadini sono disposti a vendere: perché non creare un ente pubblico che acquisti terreni, anche tramite permute?»
Ha definito “immobilismo” i 600 alloggi Ipes vuoti, invocando una loro immediata riqualificazione. «Nessuno dovrebbe spendere più del 30% del reddito per la casa. Serve semplificazione amministrativa e più coraggio politico».

Gazzini: “Non sono i costruttori a far lievitare i prezzi. Il nodo è il costo dei terreni”
Il costruttore Luca Gazzini ha puntato il dito sul fattore principale: «il costo dei terreni è esorbitante». A questo si aggiunge l’aumento del 30% dei costi di costruzione post-pandemia.
Critico anche sull’Areale ferroviario: «lo spostamento dei binari costa oltre 400 milioni. È un progetto importante, ma non calmiererà i prezzi».

Repetto: “Priorità al ceto medio. Recuperiamo le caserme e gli alloggi comunali vuoti”
Il capogruppo della Lista Civica per Bolzano, Gabriele Repetto, ha richiamato le stime di Confindustria: servono 3.000–4.000 alloggi.
Ha ricordato i progetti in corso: «ex Caserma Gorio con 200 alloggi, via Similaun, via Resia, il complesso per studenti in piazza Adriano, le caserme Huber dal 2028 e lo studentato di piazza Vittoria».
Ha segnalato anche la presenza di «92 appartamenti comunali vuoti, 30 già destinati alle cooperative» e la necessità di recuperare i 400 alloggi Ipes non utilizzati.
Positivo sul progetto Gazzini a Pineta di Laives, contrario invece a ogni edificazione in Zona Industriale.
Mahmudy: “I prezzi reali arrivano a 12.000 €/mq. Sulla casa servono risposte immediate”
Il consigliere comunale di Forza Italia Davide Mahmudy ha confermato la gravità del fenomeno: «a Bolzano i prezzi reali partono da 5.000 €/mq e arrivano a 12.000 nel WaltherPark».
Per Mahmudy la priorità è aumentare l’offerta: «Non possiamo aspettare l’Areale o le caserme Huber: servono soluzioni ora».
Promosso anche da lui il progetto Renneria a Pineta di Laives, definito sostenibile e strategico.
Fattor: “Bolzano è la terza città più densa d’Europa. Senza spazio i prezzi continueranno a salire”

Il consigliere PD Stefano Fattor ha fotografato la situazione urbanistica: 102.000 abitanti su 780 ettari, con appena 7,4 mq di verde pubblico pro capite, sotto la soglia minima di legge di 11,5 mq.
«Bolzano è la terza città più densa d’Europa dopo Parigi e Atene. Servono almeno 50 ettari di nuovi spazi edificabili per costruire case, scuole, strade e servizi».
Ha ricordato che gli appartamenti realmente sfitti sono circa il 5% e ha definito “attuale e rispettoso” il progetto di Pineta.
Palanga (CNA): “Senza alloggi perderemo 70.000 lavoratori nei prossimi 15 anni”
La direttrice CNA Lorena Palanga ha portato la voce delle imprese: «nei prossimi 15 anni perderemo 70.000 lavoratori per pensionamento. Senza case non riusciremo ad attrarre forza lavoro».
Richiesta una legislazione specifica per Bolzano e l’estensione degli alloggi temporanei per lavoratori a almeno tre anni.
«Molti contadini hanno difficoltà di successione: anche gli espropri vanno considerati. E servono nuovi spazi produttivi».
Lombardozzi (ANACI): “Affitti bloccati da tasse, morosità e conflitti nei condomini”
Il vicepresidente ANACI Marco Lombardozzi ha evidenziato che il Bonus Cubatura «non ha prodotto gli effetti attesi», frenato dai conflitti nei condomini.
Sulle locazioni ha sottolineato tre criticità:
«mancati pagamenti, rischio di danni agli immobili e un’Imu troppo pesante, pari a volte a una mensilità di affitto».
Ha proposto un fondo provinciale di garanzia per tutelare i proprietari e ha chiuso ricordando che «il ceto medio oggi è la fascia più fragile: troppo ricco per i contributi, troppo povero per il mercato».
Un confronto che segna un punto di svolta
La serata ha evidenziato un dato condiviso: l’emergenza casa non è più rinviabile.
Dal recupero degli alloggi vuoti alla semplificazione amministrativa, dalla necessità di nuovi terreni edificabili ai progetti già avviati, fino agli strumenti fiscali e ai fondi di garanzia: il dibattito ha mostrato che le soluzioni esistono, ma richiedono una scelta politica chiara e immediata.
