Individuati dai Carabinieri dopo ore di pedinamenti sull’A22. Nel mirino dei truffatori un’anziana residente in Val di Fassa, convinta a consegnare oro e denaro. Recuperato l’intero bottino.
Un colpo da oltre 32mila euro, messo a segno con la ormai nota tecnica del finto carabiniere, ma questa volta il piano dei presunti truffatori è stato interrotto dai militari prima che riuscissero a lasciare definitivamente il territorio.
I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Bolzano hanno arrestato una coppia di cittadini siciliani, ritenuti responsabili di una truffa aggravata ai danni di un’anziana donna residente in Val di Fassa.
L’operazione è scattata nel pomeriggio di venerdì, quando i militari, impegnati nelle attività di controllo del territorio e nel contrasto alle truffe agli anziani, sono riusciti a individuare un’autovettura sospettata di essere utilizzata dai malfattori.
Da quel momento sono iniziati lunghi servizi di osservazione, controllo e pedinamento. Gli investigatori hanno seguito gli spostamenti del veicolo e dei suoi occupanti, documentando diversi tentativi di truffa fino a ricostruire un episodio andato a segno ai danni di un’anziana.
Secondo quanto ricostruito, i due avrebbero utilizzato la tecnica del falso appartenente all’Arma, convincendo la donna a consegnare monili e orologi in oro, per un valore stimato di circa 30mila euro, oltre a 2.150 euro in contanti.
I Carabinieri hanno continuato a seguire l’autovettura per diverse ore, attendendo il momento opportuno per intervenire. Il fermo è avvenuto lungo l’autostrada A22, mentre i due stavano lasciando la provincia.
L’intervento ha permesso di arrestare i presunti responsabili e recuperare l’intero bottino, per un valore complessivo superiore ai 32mila euro.
Particolarmente emozionante il momento della restituzione. L’anziana vittima, rientrata in possesso dei gioielli di famiglia, ha potuto riconoscere e riabbracciare oggetti che, oltre al valore economico, rappresentavano un patrimonio di ricordi e affetti. La donna ha manifestato ai militari tutta la propria emozione e gratitudine.
L’operazione conferma il lavoro investigativo portato avanti dai Carabinieri di Bolzano contro un fenomeno particolarmente odioso. Gli stessi militari, in passato, erano già riusciti a individuare una delle centrali telefoniche dalle quali partivano le chiamate utilizzate per raggirare le vittime.
L’appello dei Carabinieri: nessuno chiede soldi o gioielli
In occasione dell’operazione, l’Arma rinnova l’invito a prestare la massima attenzione. Nessun appartenente ai Carabinieri chiede di consegnare denaro o oggetti preziosi per presunte verifiche investigative o problemi giudiziari.
In caso di telefonate sospette o richieste di questo tipo, è fondamentale non consegnare nulla e contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112.
Resta fermo il principio della presunzione di innocenza: la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata con sentenza definitiva.
