Una comunicazione inviata a famiglie e docenti il 21 ottobre segnala la diffusione di messaggi che mettono in guardia le ragazze dalla presenza di gruppi di giovani con presunte intenzioni violente. Le scuole precisano che le informazioni non sono state verificate.
BOLZANO – Preoccupazione tra famiglie e studenti per la circolazione di messaggi intimidatori su WhatsApp che segnalerebbero la presenza, nel capoluogo altoatesino, di gruppi di ragazzi con presunte intenzioni violente. A informare le famiglie e il personale docente è stata una comunicazione scolastica datata 21 ottobre 2026, nella quale viene segnalata la diffusione di questi contenuti tra ragazze e ragazzi.
Secondo quanto riportato nell’avviso, i messaggi inviterebbero in particolare le ragazze a prestare attenzione a causa della presunta presenza di gruppi di giovani che circolerebbero per la città con intenti aggressivi.
La comunicazione, tuttavia, invita alla cautela. Le scuole sottolineano infatti di non disporre di elementi sufficienti per verificare l’attendibilità delle informazioni, la loro provenienza o la reale consistenza dei fatti descritti nei messaggi.
Segnalazione alla Questura
Considerata la natura dei contenuti, il possibile coinvolgimento di minorenni e le implicazioni sul piano della sicurezza, la segnalazione è stata immediatamente trasmessa alla Questura di Bolzano, affinché possano essere effettuate le opportune valutazioni.
Al momento, sulla base della comunicazione diffusa dalle scuole, non è possibile confermare l’esistenza di specifiche minacce né attribuire attendibilità alle informazioni circolate nelle chat.
L’invito alla prudenza
L’episodio richiama l’attenzione sul fenomeno della diffusione di messaggi allarmistici attraverso le chat, soprattutto quando coinvolgono minori e riguardano presunti rischi per l’incolumità personale.
In situazioni di questo tipo è importante evitare la diffusione incontrollata di contenuti non verificati, che potrebbero alimentare timori ingiustificati. Eventuali episodi concreti o situazioni di pericolo devono invece essere segnalati tempestivamente alle forze dell’ordine.
Le scuole hanno quindi scelto di informare la comunità scolastica e di affidare alle autorità competenti le verifiche necessarie, senza presentare come accertate le circostanze descritte nei messaggi.
La situazione resta da chiarire: saranno gli eventuali riscontri delle autorità a stabilire se dietro i messaggi circolati su WhatsApp vi siano elementi concreti oppure informazioni prive di fondamento.
