venerdì, Settembre 4, 2026
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Rapporto INVALSI 2026: luci e ombre per le scuole italiane dell’Alto Adige

by Massimiliano Maglione

BOLZANO – È stato pubblicato il Rapporto INVALSI 2026 relativo alle scuole in lingua italiana della provincia di Bolzano. I dati offrono una fotografia delle competenze degli studenti nei diversi gradi di istruzione, evidenziando risultati molto positivi nelle prove di Inglese e nelle competenze digitali, ma anche margini di miglioramento in Italiano e Matematica, soprattutto nella scuola secondaria.

Nella scuola primaria, il 63% degli alunni di seconda raggiunge almeno la fascia base in Italiano e il 60% in Matematica. Al termine della quinta classe le percentuali salgono al 67% in Italiano e al 59% in Matematica, in linea con gli anni precedenti. Spiccano invece i risultati nelle prove di Inglese: il 98% degli studenti raggiunge il livello A1 nella comprensione scritta (Reading) e il 95% nella comprensione orale (Listening).

Nella scuola secondaria di primo grado, i risultati restano sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno: il 46% degli studenti delle classi terze raggiunge almeno il livello adeguato in Italiano e il 48% in Matematica. Molto positivi i dati relativi all’Inglese, con l’85% degli studenti che consegue il livello A2 sia nel Reading sia nel Listening, quest’ultimo ben al di sopra della media nazionale, ferma al 70%.

Per quanto riguarda la scuola secondaria di secondo grado, nelle classi seconde emerge un lieve calo rispetto all’anno precedente: il 49% raggiunge il livello adeguato in Italiano e il 47% in Matematica. In compenso, le competenze digitali registrano risultati molto elevati: il 93% degli studenti raggiunge almeno il livello intermedio nell’alfabetizzazione su informazioni e dati, il 91% nella comunicazione e collaborazione digitale, l’80% nella creazione di contenuti digitali e l’87% nell’ambito della sicurezza.

All’ultimo anno delle superiori, in vista della maturità, il 51% degli studenti raggiunge almeno il livello adeguato in Italiano, mentre il 49% lo raggiunge in Matematica, dato stabile rispetto all’anno precedente. Anche qui l’Inglese conferma risultati superiori alla media nazionale nella prova di Listening, dove il 67% consegue il livello B2 contro il 48% italiano, mentre nel Reading la quota è pari al 63%, in linea con il dato nazionale.

Molto positivi anche i risultati nelle competenze digitali: il livello avanzato viene raggiunto dal 71% degli studenti nell’alfabetizzazione su informazioni e dati, dal 74% nella comunicazione e collaborazione e dal 66% sia nella creazione di contenuti digitali sia nella sicurezza informatica.

Il rapporto analizza anche i livelli di eccellenza e il rischio di dispersione scolastica implicita. Al termine della scuola secondaria di primo grado, l’11,8% degli studenti raggiunge i livelli più alti in tutte le prove, un dato inferiore alla media nazionale del 17,4%, mentre la quota di studenti a rischio dispersione implicita si ferma all’8,2%, migliore rispetto al 12,3% registrato in Italia.

Nelle scuole superiori, invece, il 14,2% degli studenti ottiene risultati eccellenti, superando la media nazionale del 13,1%, mentre la dispersione scolastica implicita si attesta al 4,1%, contro il 6,3% rilevato a livello italiano.

«Le prove INVALSI devono essere viste come un’opportunità per conoscere meglio il funzionamento del sistema scolastico e accompagnarne lo sviluppo», ha dichiarato il vicepresidente e assessore provinciale all’Istruzione, Marco Galateo. «Il monitoraggio costante dei risultati ci aiuta a garantire un’offerta formativa sempre più efficace e a sostenere il successo scolastico di tutti gli studenti».

Il sovrintendente scolastico Vincenzo Gullotta ha sottolineato che «i dati evidenziano margini di miglioramento negli apprendimenti, ma non certificano il valore complessivo della scuola, che continua a garantire inclusione, benessere, partecipazione e una dispersione scolastica tra le più basse del Paese».

Per il direttore del Servizio provinciale di valutazione, Terence Leone, sarà necessario attendere i dati completi per un’analisi più approfondita: «Negli ultimi anni abbiamo osservato come fattori quali il contesto socioeconomico e culturale e il background familiare incidano in modo significativo sui risultati degli studenti».

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