Mair: “Analisi completa e realistica. Dobbiamo affrontare le verità scomode emerse dai dati”.
BOLZANO – Quanto si sentono sicuri gli altoatesini? Quali sono le principali fonti di paura? E quanto si fidano delle istituzioni? A queste domande risponde il primo Barometro della sicurezza altoatesina, presentato il 28 ottobre a Palazzo Widmann durante la seconda Conferenza provinciale sulla sicurezza.
Lo studio, commissionato dal Dipartimento Edilizia abitativa, Sicurezza e Prevenzione della violenza e realizzato da rcm solutions srl, è il primo sondaggio completo e rappresentativo condotto in provincia sul tema della sicurezza pubblica. Le 1.500 persone intervistate – via telefono e web – hanno offerto un quadro dettagliato e spesso contraddittorio: cresce la percezione di insicurezza, ma permane un forte senso di fiducia verso le istituzioni locali.
Mair: “Realismo e coraggio, basta ottimismo o pessimismo cieco”
L’assessora provinciale alla Sicurezza Ulli Mair ha definito lo studio “una base preziosa” per orientare le future politiche provinciali:
“Gli altoatesini dimostrano di avere una visione obiettiva della sicurezza pubblica. Non sono né prevenuti né pessimisti, ma consapevoli dei problemi reali. I dati mostrano verità scomode – come la percezione della migrazione e le debolezze della giustizia – che non possiamo ignorare.”
Mair ha sottolineato la volontà della Provincia di rafforzare la prevenzione e il ruolo della Polizia locale, definendola “un pilastro per il presidio del territorio”.
I dati: paura negli spazi pubblici e fiducia in calo nella giustizia
Secondo l’indagine, la paura è più forte negli spazi pubblici, soprattutto sui mezzi di trasporto e nelle piazze la sera. Il 46% degli intervistati ha cambiato abitudini per evitare rischi, mentre il 44% ha installato sistemi di sicurezza domestici.
Tra le cause percepite della criminalità prevale l’immigrazione eccessiva (59%), seguita da pene troppo lievi (41%) e problemi economici (34%). Pur riconoscendo l’utilità del lavoro degli immigrati (“spesso lavoratori diligenti e necessari”, 7,9 punti su 10), la popolazione ne giudica scarsa l’integrazione (6,6 punti).
Le soluzioni ritenute più efficaci per migliorare la sicurezza sono l’immigrazione controllata, l’espulsione dei migranti irregolari o criminali e un maggior presidio delle forze di polizia.
Fiducia nella polizia, ma 4 su 10 non denunciano i reati
Solo il 61% delle vittime di un reato dichiara di aver sporto denuncia: quattro persone su dieci preferiscono non farlo.
Il Questore di Bolzano Giuseppe Ferrari ha accolto positivamente il risultato relativo alla reputazione della Polizia di Stato, ma ha ammonito:
“È incoraggiante constatare la fiducia dei cittadini nel nostro operato, ma il dato sul mancato ricorso alla denuncia deve farci riflettere.”
La soddisfazione generale per l’operato delle forze dell’ordine raggiunge 7 punti su 10, ma cala per la lentezza dei procedimenti giudiziari (6,1) e l’equità della giurisprudenza (6,7).
Gli altoatesini chiedono più autonomia e una polizia locale rafforzata
Il 67% degli intervistati si dichiara favorevole a potenziare la Polizia locale, mentre il 70% chiede maggior autonomia alla Provincia in materia di sicurezza.
Il presidente del Consorzio dei Comuni, Dominik Oberstaller, ha invitato a “leggere i dati con responsabilità e dare risposte concrete ai cittadini”, puntando sulla prevenzione e su un’azione penale più efficace.
“La mancanza di sicurezza limita la vita quotidiana – ha concluso Mair – ma affrontare con realismo i problemi e rafforzare la fiducia tra cittadini e istituzioni è la strada giusta per un Alto Adige più sicuro.”
