venerdì, Settembre 4, 2026
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Residenze per anziani, aumentano i contributi provinciali per nuovi posti e investimenti

by Massimiliano Maglione

BOLZANO – Aumentano in Alto Adige i contributi provinciali destinati agli investimenti nelle residenze per anziani. La Giunta provinciale ha approvato il 24 luglio, su proposta dell’assessora alle Politiche sociali Rosmarie Pamer, l’adeguamento dei criteri di finanziamento per sostenere l’ampliamento e il rinnovamento dell’offerta di assistenza residenziale e semi-residenziale.

Finora, per gli interventi finalizzati ad ampliare l’offerta di posti letto in regime di degenza totale o parziale, oppure alla realizzazione di nuovi posti, la Provincia riconosceva circa 108.000 euro, pari al 60% dell’importo fisso di 180.000 euro per posto. L’aumento dei costi nel settore edilizio, insieme alla crescita delle spese per impianti tecnici e progettazione, ha reso necessario l’aggiornamento del contributo.

Nei Comuni economicamente deboli contributi fino all’80%

La principale novità riguarda i Comuni classificati come economicamente deboli o molto deboli. Con la modifica dei criteri, la percentuale di finanziamento provinciale passa dal 60% al 70% per i Comuni economicamente deboli e all’80% per quelli classificati come molto deboli.

Per i progetti realizzati senza partecipazione finanziaria dei Comuni rimane invece confermata la percentuale di contributo del 60%.

L’obiettivo è creare condizioni più favorevoli per la realizzazione di nuove strutture e per l’ampliamento di quelle esistenti, in un momento in cui la domanda di assistenza da parte della popolazione anziana è in crescita.

“Il fabbisogno cresce”

La percentuale della popolazione anziana è in aumento e con essa cresce anche il fabbisogno di assistenza”, spiega l’assessora Rosmarie Pamer.

L’aumento dei contributi, secondo Pamer, dovrà contribuire anche al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano sociale provinciale, che prevede 1.141 nuovi posti di assistenza residenziale e due posti di assistenza semi-residenziale ogni 100 persone non autosufficienti che vivono a casa.

“Il fabbisogno c’è – sottolinea l’assessora – pertanto è necessario effettuare già oggi investimenti mirati per garantire un futuro sereno”.

Crescono i servizi per anziani

I dati provinciali evidenziano una crescita dei diversi servizi rivolti alle persone anziane con necessità di assistenza.

Nel 2025 il servizio di assistenza domiciliare è stato utilizzato dal 18% di persone in più rispetto al 2020, pari a 1.021 utenti aggiuntivi.

Sono aumentati anche i posti di degenza nelle residenze per anziani, con una crescita dell’8%, corrispondente a 337 posti in più.

L’incremento più significativo riguarda invece i servizi di accompagnamento abitativo, assistenza abitativa e assistenza abitativa plus, cresciuti complessivamente del 20%.

Questi servizi consentono alle persone anziane di continuare a vivere in autonomia in appartamenti privi di barriere architettoniche, beneficiando al tempo stesso del necessario supporto nella vita quotidiana. L’Assistenza abitativa plus, che comprende anche un servizio notturno, è stata introdotta alla fine del 2022 ed è ancora in fase di sviluppo.

Più attenzione all’assistenza domiciliare

Sono aumentate anche le persone assistite e i posti disponibili nei servizi di assistenza diurna e temporanea. Nel primo caso si tratta di un servizio semi-residenziale che consente alla persona non autosufficiente di trascorrere la giornata in una struttura per poi rientrare a casa la sera. L’assistenza temporanea, invece, permette di soggiornare per un periodo limitato in una residenza per anziani.

Secondo Pamer, i dati indicano la necessità di rafforzare soprattutto le soluzioni che consentono agli anziani di rimanere il più possibile a casa e che, allo stesso tempo, aiutano le famiglie che si occupano quotidianamente dell’assistenza. “Ciò, insieme al proseguimento dell’ampliamento e del rinnovamento dei posti nelle residenze per anziani, dovrebbe garantire che siamo ben preparati a far fronte al crescente fabbisogno di assistenza della generazione più anziana”, conclude l’assessora.

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