venerdì, Settembre 4, 2026
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Giovani, l’allarme degli esperti: crescono dipendenze da droghe, social, IA e gioco online. «Genitori spesso ignari, servono prevenzione e cura»

by Massimiliano Maglione

Le dipendenze che colpiscono i più giovani stanno cambiando volto. Accanto all’aumento del consumo di sostanze stupefacenti e alcol, si affermano sempre più nuove forme di dipendenza legate all’uso compulsivo di smartphone, social network, videogiochi, intelligenza artificiale e gioco online. Un fenomeno in continua evoluzione che, secondo gli esperti, richiede un cambio di approccio fondato su prevenzione, informazione e percorsi di cura.

A lanciare l’allarme è il professor Gabriele Sani, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Psichiatria Clinica e d’Urgenza e responsabile del CEPID (Centro Psichiatrico Integrato di Ricerca, Prevenzione e Cura delle Dipendenze) del Policlinico Gemelli di Roma.

«Le dipendenze non si fermano più soltanto alle sostanze stupefacenti classiche, ma si stanno evolvendo in gravi disfunzioni comportamentali e digitali. Il rischio maggiore è che queste forme di dipendenza siano invisibili agli occhi delle famiglie, perché si consumano tra le mura domestiche davanti a uno schermo. Molti genitori non si accorgono del disagio dei propri figli fino a quando la situazione è ormai compromessa», spiega lo psichiatra.

Secondo i dati citati dal CEPID, negli ultimi vent’anni la dipendenza digitale è cresciuta in maniera significativa a livello mondiale: riguarda circa il 27% della popolazione per l’utilizzo dello smartphone, il 17% per i social media, il 14% per Internet e il 6% per i videogiochi. Tra gli adolescenti il fenomeno appare ancora più marcato: uno su quattro presenta un uso problematico dei social network, mentre quasi la metà mostra elevati livelli di dipendenza dallo smartphone.

Anche l’intelligenza artificiale sta entrando rapidamente nella quotidianità dei più giovani. Secondo il report europeo “European children’s use and understanding of generative AI”, il 72% dei ragazzi tra i 13 e i 17 anni utilizza abitualmente strumenti di IA generativa.

Sul fronte delle sostanze, la situazione italiana resta preoccupante. La Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze evidenzia che nel 2025 quasi 350 mila studenti minorenni hanno fatto uso di almeno una sostanza illegale nell’ultimo anno, con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente. Cannabis e cocaina restano le sostanze maggiormente diffuse.

Il professor Sani sottolinea come dietro la dipendenza si nasconda spesso un disagio psicologico più profondo.

«Questi ragazzi non stanno semplicemente attraversando una fase difficile: soffrono e vanno aiutati e curati. È necessario costruire percorsi integrati che coinvolgano famiglie, scuole e centri specializzati, affrontando non solo la dipendenza ma anche il malessere psichico che l’ha generata.»

Parallelamente cresce l’attenzione anche verso il gioco online. In Italia è infatti partita una ricerca nazionale che coinvolgerà oltre 500 giocatori maggiorenni per valutare l’efficacia degli strumenti digitali dedicati alla prevenzione del rischio nel gambling online. Lo studio, realizzato da Sé Synergic Evolution e Almar Ricerche su incarico di Betnero, analizzerà quanto strumenti informativi e simulatori del rischio possano aumentare la consapevolezza degli utenti e favorire comportamenti di gioco più responsabili. I risultati saranno presentati nel mese di settembre.

L’indagine si inserisce nel percorso educativo promosso da Betnero Academy e prende come caso di studio il Casino Risk Calculator, uno strumento sviluppato per aiutare gli utenti a comprendere le probabilità di perdita nel gioco online attraverso informazioni semplici e facilmente accessibili.

Secondo Francesco Esposito, responsabile del progetto editoriale di Betnero.it, «il gioco responsabile non può essere soltanto uno slogan, ma deve tradursi in strumenti concreti capaci di fornire ai giocatori dati chiari e trasparenti sui rischi prima ancora di iniziare una sessione di gioco».

Il quadro complessivo conferma come le dipendenze del futuro siano sempre più ibride, capaci di intrecciare sostanze, tecnologia e comportamenti compulsivi. Una sfida che coinvolge famiglie, scuola, istituzioni e mondo sanitario e che richiede un investimento crescente nella prevenzione, nell’educazione digitale e nel supporto psicologico, affinché i segnali di disagio vengano riconosciuti tempestivamente e nessun giovane venga lasciato solo.

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