Una lettera accorata indirizzata al sindaco racconta la difficile situazione di una famiglia bolzanina: due figli, uno con disabilità, mesi trascorsi ospiti da parenti e la difficoltà di trovare un’abitazione a prezzi sostenibili.
BOLZANO – «I mesi passano e mi rendo conto che a nessuno interessa che una famiglia in difficoltà sia rimasta senza casa». È un grido di aiuto, ma anche uno sfogo carico di rabbia e amarezza, quello affidato da una lettrice in una lettera indirizzata al sindaco di Bolzano.
La donna racconta di vivere in città dal 2016, mentre il suo compagno è bolzanino. Da marzo, però, la famiglia avrebbe perso la propria abitazione e oggi sarebbe costretta a vivere ospite di parenti insieme ai due figli.
Una situazione resa ancora più difficile dalle condizioni di uno dei bambini, invalido e con esigenze particolari, che – secondo quanto raccontato dalla madre – starebbe risentendo sempre di più della mancanza di stabilità.
«Ho due figli, di cui uno invalido – scrive la donna – e da marzo sono ospite da parenti con i miei bambini. Mio figlio peggiora di mese in mese non avendo più una stabilità».
La famiglia avrebbe incontrato enormi difficoltà nel trovare una nuova casa. «Nessuno ci affitta un appartamento, i prezzi sono improponibili», denuncia la lettrice, che si rivolge direttamente alle istituzioni chiedendo se sia possibile che una città come Bolzano non riesca a dare risposte concrete a una famiglia in difficoltà.
La donna non nasconde nemmeno le difficoltà del passato. Racconta di aver subito uno sfratto, una vicenda che collega alle gravi problematiche familiari e alla situazione di salute del figlio. Un periodo che, afferma, l’avrebbe portata a vivere una profonda crisi personale.
«Devi lasciare il lavoro per prenderti cura di tuo figlio, non hai più tempo da dedicare agli altri componenti della famiglia. Ti stanchi, ti logori», racconta.
Parole che mettono in luce una realtà spesso difficile da affrontare per molte famiglie: la necessità di conciliare assistenza, lavoro, stabilità economica e vita quotidiana quando uno dei figli necessita di cure e attenzioni costanti.
Nella sua lettera emerge anche un forte senso di ingiustizia. «Fa male vedere che i furbi vincono e gli onesti vengono abbandonati», scrive la madre, convinta che ci siano persone che riescono a ottenere benefici e aiuti pur conducendo, a suo giudizio, un tenore di vita che non ne giustificherebbe l’assegnazione.
Ma, al di là della polemica, è soprattutto l’avvicinarsi di settembre a preoccupare la donna.
Con l’inizio dell’anno scolastico ormai alle porte, la famiglia non ha ancora trovato una sistemazione stabile.
«A settembre inizia la scuola e i miei bambini non hanno una casa, nonostante ci abbia provato in tutti i modi», conclude.
Uno sfogo che pone nuovamente al centro dell’attenzione il tema dell’emergenza abitativa a Bolzano e delle difficoltà che molte famiglie incontrano nel mercato degli affitti, soprattutto quando a problemi economici si sommano situazioni familiari e sociali particolarmente complesse.
La speranza della lettrice è ora quella di non restare invisibile e di ricevere finalmente una risposta concreta.
