FIÈ ALLO SCILIAR/CASTELROTTO – MAREBBE/BOLZANO. Protezione della natura, tutela del paesaggio e gestione delle criticità legate alla crescente frequentazione del territorio: sono questi i temi al centro delle iniziative messe in campo dalla Provincia di Bolzano, che punta su una maggiore presenza sul territorio e sulla collaborazione tra i diversi soggetti impegnati nella salvaguardia dell’ambiente.
Da una parte ci sono i Ranger dei Parchi naturali, attivi da ormai 30 anni nelle aree protette dell’Alto Adige. Dall’altra, dal 2026, il nuovo progetto pilota dei Südtirol Alto Adige Ranger, destinati soprattutto alle località maggiormente frequentate dai visitatori, con il compito di fornire informazioni e sensibilizzare sul comportamento corretto da adottare in natura.
«Anche se i compiti dei Ranger dei Parchi naturali e dei Südtirol Alto Adige Ranger differiscono, l’obiettivo è comune: rafforzare il senso di responsabilità della popolazione locale e dei visitatori nei confronti del territorio altoatesino e contribuire così attivamente alla tutela della natura e del paesaggio», ha sottolineato l’assessore provinciale alla Protezione dell’ambiente, della natura e del clima Peter Brunner.
Il tema è stato affrontato durante un incontro, svoltosi il 31 agosto nell’area protetta dell’Alpe di Siusi, al quale hanno partecipato rappresentanti della Provincia, dei Parchi naturali e del settore turistico. L’obiettivo è integrare la divulgazione scientifica e ambientale svolta nei parchi con una presenza diretta nei luoghi più esposti alla pressione turistica.
Quindici nuovi Ranger nei luoghi più frequentati
Nella stagione estiva 2026 sono complessivamente 15 i Südtirol Alto Adige Ranger impegnati sul territorio. Il loro compito è intervenire soprattutto attraverso l’informazione e la sensibilizzazione, spiegando ai visitatori come comportarsi correttamente negli ambienti naturali e montani.
«Negli ultimi anni, in alcune zone, l’afflusso di visitatori è aumentato notevolmente e sempre più spesso i visitatori hanno scarsa familiarità e poca sensibilità nei confronti dell’ambiente montano», ha spiegato il direttore della Ripartizione provinciale Natura, Paesaggio e Sviluppo del territorio, Florian Zerzer. Le prime esperienze del progetto pilota, secondo la Provincia, sono positive.
Una delle principali novità riguarda il coordinamento. I Ranger non vengono più gestiti singolarmente dalle organizzazioni turistiche, ma sono inseriti in una rete coordinata dalla Provincia. Per loro è stato organizzato un percorso formativo unitario di due giornate e mezza, affidato a esperti del settore. I Ranger collaborano inoltre con i centri visite dei Parchi naturali e con le stazioni forestali e sono facilmente riconoscibili grazie a una divisa uniforme.
Positivo anche il primo bilancio espresso da Martin Rabensteiner, direttore di Alpe di Siusi Marketing, secondo cui la loro presenza rappresenta un valore aggiunto sia per la sensibilizzazione degli ospiti sia per la raccolta di informazioni utili ad adottare successivamente misure mirate.
Sette posti annuali per i Ranger dei Parchi naturali
Parallelamente cambia anche l’organizzazione dei Ranger dei Parchi naturali. Gli attuali 22 posti stagionali saranno sostituiti da sette posti annuali, uno per ciascuno dei sette Parchi naturali altoatesini.
Una scelta pensata per rispondere alle crescenti esigenze di educazione ambientale e gestione delle aree protette. Il ruolo dei Ranger sarà sempre più orientato alla mediazione tra uomo e natura, con particolare attenzione alle attività rivolte durante tutto l’anno alla popolazione locale e alle scuole.
La nuova organizzazione dovrebbe inoltre permettere di rafforzare la comunicazione digitale, garantire una gestione più professionale delle aree protette e rendere maggiormente attrattivi i posti di lavoro per il personale qualificato.
A Marebbe effettuato il prelievo di un lupo
Sul fronte della gestione della fauna selvatica, nelle stesse ore è arrivata anche la notizia del prelievo di un lupo sull’alpeggio Fojedöra, nel territorio comunale di Marebbe.
Il provvedimento è stato adottato dopo una serie di attacchi al bestiame, confermati dal Corpo forestale provinciale. Il 28 agosto è stato emesso un secondo decreto per il prelievo di un lupo considerato dannoso. Il decreto era stato firmato dal presidente della Provincia Arno Kompatscher.
Nel frattempo, il Corpo forestale provinciale ha eseguito il prelievo con il supporto dei guardiacaccia. Alla base del provvedimento vi sono gli attacchi documentati nelle ultime settimane, durante i quali sono state uccise diverse pecore e capre.
L’obiettivo dichiarato dalla Provincia è quello di prevenire ulteriori danni ingenti alle greggi, intervenendo dopo la ripetizione degli episodi predatori.
Dalla gestione dei grandi flussi turistici alla convivenza con la fauna selvatica, il tema della tutela del territorio altoatesino si conferma quindi centrale. E la strategia provinciale si muove su più fronti: maggiore presenza sul territorio, educazione ambientale, sensibilizzazione dei visitatori e interventi mirati nelle situazioni di particolare criticità.
