martedì, Marzo 24, 2026
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Truffa del falso maresciallo: la Polizia salva 29mila euro a una donna bolzanina

by Massimiliano Maglione

La prontezza della vittima e l’intervento tempestivo della Squadra Mobile hanno evitato che una truffa ben orchestrata si trasformasse in un danno irreparabile. È quanto accaduto a Bolzano, dove la Polizia di Stato è riuscita a bloccare gran parte di un bonifico da 35mila euro disposto da una donna raggirata con la tecnica del “falso Carabiniere”.

Secondo quanto comunicato dalla Questura di Bolzano nel comunicato stampa del 23 febbraio 2026  , i fatti risalgono al 18 febbraio. La vittima riceve un sms apparentemente proveniente da una nota società pay-tech, con la segnalazione di un pagamento da 1.130,65 euro e l’invito a chiamare un numero per bloccare l’operazione in caso di anomalia.

La messinscena: sms, finta indagine e videochiamata con logo dei Carabinieri

Dopo aver contattato il numero indicato, la donna viene rassicurata da un sedicente operatore che, con una strategia studiata, la informa che sarebbe stata richiamata dai Carabinieri. Poco dopo arriva effettivamente una telefonata, seguita da una videochiamata WhatsApp con il logo dell’Arma in sovrimpressione e telecamera oscurata.

La voce, sempre la stessa, si presenta come un maresciallo impegnato in un’indagine su presunti dipendenti infedeli della banca della signora. Con il pretesto di “mettere in sicurezza” i risparmi, l’uomo chiede informazioni dettagliate sulla situazione finanziaria e fornisce un iban su cui trasferire l’intera somma tramite bonifico istantaneo, raccomandando di non informare il personale bancario perché “potenzialmente colluso”.

La donna, sotto pressione psicologica e convinta di collaborare con le forze dell’ordine, dispone così un bonifico da 35mila euro.

Il sospetto e la corsa in Questura

Rientrata a casa, il dubbio di essere stata vittima di un raggiro prende il sopravvento. Accompagnata da un conoscente, si reca in Questura e racconta tutto agli agenti della Squadra Mobile.

Gli accertamenti sull’iban — acceso online e intestato a uno degli indagati — consentono alla Polizia di intervenire immediatamente presso l’istituto di credito, ottenendo il blocco preventivo del conto. Sul saldo risultano ancora presenti 29mila euro: 6mila erano già stati prelevati.

Su disposizione dell’Autorità giudiziaria viene quindi eseguito il sequestro preventivo del conto e della somma residua, a tutela della vittima. I due presunti responsabili, cittadini italiani, sono stati denunciati per truffa aggravata ai sensi degli articoli 61 n.5 e 640 del Codice Penale  .

Le raccomandazioni della Polizia

La Polizia di Stato richiama l’attenzione su alcune regole fondamentali di prevenzione:

Diffidare delle richieste urgenti di denaro: nessuna forza dell’ordine chiede trasferimenti di contanti o bonifici per telefono. Non comunicare dati bancari o codici personali a sconosciuti. Verificare sempre l’identità dell’interlocutore, riagganciando e richiamando i numeri ufficiali. Non fidarsi di loghi o videochiamate: possono essere facilmente manipolati. Coinvolgere familiari o persone di fiducia prima di compiere operazioni finanziarie rilevanti. Segnalare immediatamente ogni tentativo di truffa, anche se non andato a buon fine.

Queste truffe sfruttano leve psicologiche precise — urgenza, paura, senso di protezione — e si basano su una costruzione credibile del contesto. L’unico antidoto resta la lucidità: prendersi tempo, verificare e non agire sotto pressione.

La collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine, come dimostra questo caso, può fare la differenza tra un danno totale e un recupero quasi integrale delle somme sottratte.

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