giovedì, Settembre 24, 2026
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Frode con le carte carburante aziendali: sequestrati oltre 41mila euro, due persone denunciate

by Massimiliano Maglione

Operazione “Karburant” dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Bressanone. Nel mirino un presunto sistema di false erogazioni di gasolio e acquisti mai effettuati di AdBlue

BRESSANONE – Un sistema organizzato per utilizzare indebitamente le carte carburante di un’azienda e trasformare le operazioni fittizie in denaro contante. È quanto emerso nell’ambito dell’indagine “Karburant”, avviata nel mese di giugno dal Nucleo Operativo dei Carabinieri di Bressanone e condotta insieme al Nucleo Investigativo di Bolzano e alla Compagnia della Guardia di Finanza di Bressanone. 

Nei giorni scorsi i militari hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bolzano.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il presunto sistema avrebbe coinvolto un autista di un’azienda operante nel commercio e nella grande distribuzione alimentare, originario della Bosnia ed Erzegovina, e il gestore di un distributore di carburanti di Chiusa, originario dell’Albania. 

Il meccanismo contestato sarebbe stato il seguente: l’autista avrebbe prelevato temporaneamente dalle cabine dei mezzi aziendali, quando erano fermi in deposito, le tessere carburante intestate alla società. Le carte sarebbero poi state utilizzate presso il distributore, dove, secondo l’ipotesi investigativa, venivano registrate sulla piattaforma POS erogazioni fittizie di gasolio e acquisti mai effettuati di additivo AdBlue.

Le operazioni venivano quindi addebitate regolarmente all’azienda, provocando un danno economico che, per le transazioni illegittime finora individuate, è stato stimato in circa 20.000 euro. Gli accertamenti, precisano gli investigatori, sono ancora in corso. Il denaro ottenuto sarebbe stato successivamente monetizzato e diviso tra i due presunti complici. 

Oltre 41mila euro nascosti nel distributore

Durante le perquisizioni sono state rinvenute diverse prove ritenute attinenti ai reati contestati, insieme a una consistente somma di denaro contante: 41.050 euro.

Il denaro era stato nascosto in diversi punti dei locali del distributore: all’interno di una cassaforte, tra le pagine di alcuni libri, in scatoloni nel sottotetto e persino tra casse di vino. Non essendone stata giustificata la lecita provenienza, la somma è stata sottoposta a sequestro preventivo, in quanto ritenuta dagli investigatori provento dell’attività illecita. 

Parallelamente, la Guardia di Finanza ha effettuato verifiche sulle giacenze fisiche e contabili di carburante presenti nell’impianto, con l’obiettivo di accertare eventuali ulteriori irregolarità di natura fiscale. 

I due soggetti risultano indagati, a vario titolo, per indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dai contanti e truffa continuata.

Come precisato dagli stessi Carabinieri, vale naturalmente il principio di presunzione di non colpevolezza: gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino all’eventuale condanna definitiva con sentenza irrevocabile. 

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