martedì, Marzo 24, 2026
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Cuore del piccolo Domenico, i NAS indagano anche sulla gestione del ghiaccio in sala operatoria

by Massimiliano Maglione

Si allarga il perimetro delle verifiche investigative sulla drammatica vicenda del cuore del piccolo Domenico, il bimbo napoletano di due anni e mezzo deceduto dopo un trapianto che aveva tenuto con il fiato sospeso due città: Napoli e Bolzano.

Dopo le polemiche e il dolore per l’esito fatale dell’intervento, ora emerge un nuovo tassello. Con una nota ufficiale datata 23 febbraio 2026, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute – N.A.S. di Trento ha comunicato l’apertura di un procedimento penale, chiedendo formalmente collaborazione all’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, con sede a Bolzano.

Il nodo della fornitura del ghiaccio

Al centro degli accertamenti vi è la gestione della fornitura del ghiaccio alla sala operatoria interessata dall’espianto degli organi. Un elemento tecnico, apparentemente secondario, ma in realtà cruciale nelle procedure di conservazione e trasporto degli organi destinati al trapianto.

Nel documento i NAS chiedono:

i dati anagrafici e i recapiti del personale dell’officina ospedaliera, con particolare riferimento ai preposti alla fornitura del ghiaccio; i nominativi degli OSS in servizio presso il blocco operatorio la mattina del 23 dicembre 2025; eventuali risultanze di approfondimenti interni già svolti dall’Azienda sanitaria.

La richiesta fa esplicito riferimento alla sala operatoria coinvolta nell’espianto del cuore poi destinato al piccolo Domenico.

Un’indagine per chiarire ogni passaggio

L’iniziativa investigativa si inserisce nel quadro più ampio delle verifiche avviate dopo la morte del bambino, un caso che ha scosso profondamente l’opinione pubblica e sollevato interrogativi sulla gestione dell’intera catena: dall’espianto alla conservazione, fino al trapianto.

Al momento non vengono formulate accuse né ipotesi di reato pubblicamente dettagliate. Tuttavia, l’apertura del procedimento penale indica la volontà degli inquirenti di ricostruire con precisione ogni passaggio operativo, compresi quelli logistici e organizzativi, per accertare eventuali responsabilità o escludere irregolarità.

La vicenda del piccolo Domenico resta una ferita aperta. L’obiettivo dell’indagine, ora, è fare piena luce su ogni dettaglio tecnico e procedurale, affinché si comprenda se tutto sia stato eseguito secondo protocollo o se vi siano stati errori nella delicata gestione di un intervento che rappresentava l’ultima speranza di vita per un bambino di appena due anni e mezzo.

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