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Alto Adige, oltre 1.200 controlli sugli alloggi: accertate 154 violazioni. Cinque affitti turistici abusivi, multa da 30mila euro

by Massimiliano Maglione

L’attività dell’Agenzia per la vigilanza sull’edilizia abitativa è aumentata del 70% rispetto al 2025. Nel mirino soprattutto gli alloggi convenzionati: 107 risultavano illegittimamente vuoti.

Controlli sempre più intensivi sugli alloggi in Alto Adige. Dal 1° gennaio al 31 ottobre 2026, l’Agenzia provinciale per la vigilanza sull’edilizia abitativa ha effettuato complessivamente 1.210 verifiche, accertando 154 violazioni delle disposizioni previste per gli immobili soggetti a vincoli provinciali.

Un’attività in forte crescita: proiettando i dati sull’intero anno, il numero dei controlli risulterebbe superiore di oltre il 70% rispetto al 2025 e addirittura triplicato rispetto al 2024, con un incremento del 201%.

A sottolineare l’importanza dell’attività di vigilanza è l’assessora provinciale all’Edilizia abitativa, Ulli Mair: «L’intensificazione dell’attività di controllo, la stretta collaborazione con la Guardia di Finanza e le sanzioni notevolmente inasprite stanno dando i loro frutti».

La maggior parte delle irregolarità riguarda gli alloggi convenzionati

Nel dettaglio, 1.119 controlli hanno riguardato gli alloggi convenzionati, quelli soggetti al vincolo di utilizzo a favore dei residenti in Alto Adige. Le violazioni accertate sono state 138.

In particolare, in 107 casi gli appartamenti risultavano illegittimamente vuoti al momento della verifica. In altri 24 casi erano occupati da persone che non possedevano i requisiti richiesti dalla normativa provinciale. Ulteriori sette situazioni hanno riguardato il superamento del canone di locazione stabilito dalla Provincia.

Altri 91 controlli hanno interessato gli alloggi agevolati soggetti al vincolo sociale, con 16 violazioni riscontrate.

Affitti turistici abusivi: cinque casi e sanzioni da 30mila euro

Particolare attenzione è rivolta anche al fenomeno degli affitti turistici di breve durata. Nell’anno in corso sono stati individuati cinque casi di locazione turistica non autorizzata di alloggi convenzionati. Per ciascuna violazione è stata applicata la sanzione di 30.000 euro, introdotta con la recente Riforma Abitare 2025.

La Provincia ribadisce che gli alloggi contrassegnati dalla dicitura «alloggi per residenti» possono essere occupati esclusivamente da persone che risiedono in Alto Adige da almeno cinque anni oppure che soddisfano i requisiti previsti attraverso un contratto di lavoro o un posto di studio sul territorio provinciale.

L’utilizzo di questi immobili per finalità turistiche, senza le necessarie autorizzazioni, costituisce una violazione della normativa.

Diversa la situazione per gli alloggi liberi, che non sono soggetti a questo specifico vincolo, pur dovendo rispettare le disposizioni generali previste per le locazioni turistiche.

Controlli estesi a tutti i 116 Comuni

L’aumento delle verifiche è stato reso possibile anche grazie al potenziamento del personale e alle semplificazioni introdotte dalla Riforma Abitare 2025. Un altro cambiamento importante riguarda l’estensione dell’attività dell’Agenzia a tutti i 116 Comuni altoatesini: in precedenza i controlli interessavano soltanto 80 Comuni.

La direttrice dell’Agenzia per la vigilanza sull’edilizia abitativa, Elisa Guerra, evidenzia come il rafforzamento della struttura e l’ampliamento del territorio di competenza abbiano contribuito a rendere più capillare l’attività di verifica.

Sul tema degli affitti brevi pesa anche il recente studio «Turismo e shadow economy» pubblicato da Federalberghi, che segnala un netto aumento delle locazioni turistiche in Alto Adige.

Per l’assessora Mair, il fenomeno conferma la necessità del convenzionamento al 100% del nuovo volume abitativo, previsto dalla Riforma Abitare 2025. L’obiettivo dichiarato è evitare che gli appartamenti di nuova costruzione destinati alla popolazione residente vengano sottratti al mercato abitativo locale per essere utilizzati a fini turistici.

I numeri dei primi dieci mesi del 2026 confermano dunque il rafforzamento della vigilanza provinciale, con un’attenzione particolare alla corretta destinazione degli alloggi e alla tutela del patrimonio abitativo riservato ai residenti.

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