mercoledì, Ottobre 21, 2026
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Carte d’identità elettroniche manomesse: quattro persone denunciate dai Carabinieri

by Massimiliano Maglione

Tre casi a Laives e uno a Termeno da luglio. Rimosso il microchip dai documenti: escluso qualsiasi rischio di geolocalizzazione dei titolari.

Quattro persone denunciate per aver manomesso le proprie carte d’identità elettroniche, rimuovendo il microchip integrato. È il bilancio delle attività di controllo condotte dai Carabinieri della Compagnia di Egna dallo scorso mese di luglio in Bassa Atesina, dove sono stati accertati tre episodi a Laives e uno a Termeno.

L’ultimo caso risale al 20 ottobre, quando un uomo di 47 anni residente a Laives si è presentato alla locale Stazione dei Carabinieri per le procedure di identificazione. Durante le verifiche, i militari hanno riscontrato un’anomalia nella carta d’identità elettronica, accertando che il microchip contactless era stato volontariamente asportato.

Il documento è stato sequestrato e l’uomo denunciato in stato di libertà alla competente Autorità giudiziaria per un’ipotesi di falsità documentale.

Il microchip non consente di localizzare le persone

Il fenomeno non riguarda soltanto l’Alto Adige. Secondo quanto riferito dai Carabinieri, episodi analoghi vengono segnalati anche in altre zone d’Italia, dove alcune carte d’identità elettroniche vengono manomesse attraverso la rimozione del componente elettronico.

Tra le possibili motivazioni figura la convinzione, priva di fondamento tecnico, che il microchip permetta di localizzare il titolare o monitorarne gli spostamenti. La carta d’identità elettronica, invece, non contiene dispositivi GPS e non consente di tracciare a distanza i movimenti delle persone.

Il microchip custodisce informazioni anagrafiche e biometriche e permette di effettuare verifiche elettroniche dell’identità, oltre a consentire l’accesso ai servizi digitali abilitati.

Non si esclude, tuttavia, che la rimozione possa essere legata ad altre motivazioni, compresi eventuali tentativi di ostacolare i controlli elettronici o agevolare frodi documentali.

Possibili conseguenze penali

La manomissione di un documento d’identità può comportare conseguenze penali significative. Come ricordato dai Carabinieri, qualora ne ricorrano i presupposti, l’alterazione materiale di un certificato amministrativo da parte di un privato può essere ricondotta agli articoli 477 e 482 del Codice penale, che prevedono la reclusione da quattro mesi a due anni.

Nei casi in cui venga invece configurato il possesso di un documento d’identificazione falso valido per l’espatrio, l’articolo 497-bis del Codice penale prevede la reclusione da due a cinque anni, con pene più elevate nelle ulteriori ipotesi contemplate dalla norma.

L’invito dei Carabinieri ai cittadini è quindi quello di preservare l’integrità dei propri documenti. Eventuali danneggiamenti accidentali o malfunzionamenti devono essere segnalati tempestivamente agli uffici competenti, evitando qualsiasi intervento autonomo sul documento.

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