BOLZANO – In un momento storico segnato da una crescente aggressività nei confronti delle forze dell’ordine, assume un valore ancora più forte e simbolico la cerimonia svoltasi oggi presso la Questura di Bolzano, dove il Questore Giuseppe Ferrari ha consegnato le medaglie di commiato a dieci appartenenti alla Polizia di Stato collocati in quiescenza negli ultimi mesi.
Un momento solenne, carico di emozione e riconoscenza, durante il quale è stato ricordato l’impegno quotidiano, spesso silenzioso, di uomini e donne che per decenni hanno garantito sicurezza, legalità e presidio dello Stato sul territorio. Riconoscimenti per carriere costruite su sacrificio, professionalità e senso del dovere, in molti casi anche a rischio della propria incolumità.
La cerimonia di Bolzano si inserisce però in un contesto nazionale tutt’altro che rassicurante. Proprio in queste ore l’opinione pubblica è scossa dal grave episodio avvenuto a Torino, dove un poliziotto è stato brutalmente aggredito e colpito a martellate durante un intervento. Un fatto di estrema violenza che riporta drammaticamente al centro il tema della sicurezza degli operatori in divisa e del rispetto dell’autorità dello Stato.
Due immagini, quella di Bolzano e quella di Torino, che raccontano la stessa realtà da prospettive opposte: da un lato il riconoscimento istituzionale a chi ha servito lo Stato con onore per una vita intera, dall’altro l’escalation di odio e violenza che sempre più spesso colpisce chi indossa una divisa. Un contrasto che interroga la società e la politica sulla necessità di tutelare concretamente le forze dell’ordine, non solo con parole di circostanza ma con strumenti normativi, mezzi adeguati e un chiaro sostegno culturale.
Le storie professionali dei poliziotti premiati a Bolzano – dalla Squadra Volanti alla DIGOS, dall’Anticrimine alla Polizia Postale, fino alle indagini di rilievo nazionale e al contrasto ai reati più odiosi – dimostrano quanto sia articolato, complesso e delicato il lavoro quotidiano della Polizia di Stato. Un lavoro che richiede competenze elevate, equilibrio e grande senso di responsabilità.
Alla luce di quanto accaduto a Torino, momenti come quello vissuto oggi in Questura assumono un significato che va oltre la cerimonia: sono un richiamo al rispetto, alla gratitudine e alla consapevolezza che la sicurezza collettiva passa anche dalla sicurezza di chi è chiamato a garantirla ogni giorno.
