Ampio e a tratti acceso il dibattito che ha accompagnato la discussione sulla educazione affettivo-sessuale nelle scuole, tema affrontato nel pomeriggio dal Consiglio provinciale di Bolzano.
La mozione, presentata da Sandro Repetto (Partito Democratico), chiede di rafforzare in modo strutturale i percorsi educativi legati all’affettività, al rispetto, alla parità e al consenso, con l’obiettivo di prevenire la violenza, anche di genere, e promuovere relazioni più consapevoli tra le giovani generazioni.
Repetto ha ricordato come i casi di violenza contro le donne e i femminicidi rappresentino spesso l’esito finale di dinamiche che si costruiscono nel tempo, a partire da stereotipi e modelli relazionali distorti. Per questo, secondo il proponente, la scuola ha un ruolo fondamentale nella prevenzione.
A sostegno della mozione sono intervenuti diversi consiglieri, che hanno ribadito come l’educazione affettiva non sia un tabù né un’anticipazione forzata della sessualità, ma uno strumento di crescita, consapevolezza e rispetto reciproco. Non sono mancate però le voci critiche, che hanno espresso timori per possibili derive ideologiche e hanno richiamato il ruolo centrale della famiglia.
Nel corso del confronto il testo è stato modificato: eliminato il riferimento alle associazioni specializzate e riformulato il passaggio sulla formazione del personale scolastico, includendo la prevenzione della violenza “anche di genere”.
La votazione finale, avvenuta per parti separate, ha portato all’approvazione dei punti centrali della mozione, mentre le premesse sono state respinte. Un esito che riflette un compromesso politico, ma che conferma la volontà del Consiglio di intervenire sul tema educativo.
