BOLZANO – Cresce la preoccupazione tra i veterinari della Clinica Veterinaria Città di Bolzano per l’aumento dei cuccioli molto giovani che arrivano alla prima visita clinica privi di microchip. Un fenomeno sempre più frequente che non rappresenta solo una violazione della normativa vigente, ma che espone i piccoli animali a seri rischi in termini di benessere, salute e tracciabilità.
La legge, sia a livello nazionale che provinciale, è chiara: un cucciolo non può essere venduto o ceduto prima dei due mesi di vita e deve essere già identificato con microchip e registrato all’anagrafe canina. L’ordinanza ministeriale del 6 agosto 2008 e il decreto provinciale del 22 dicembre 2016 stabiliscono infatti che l’identificazione e la registrazione debbano avvenire entro il secondo mese di età e, in ogni caso, a cura dell’allevatore prima del passaggio di proprietà. Nessun cucciolo può quindi arrivare al nuovo proprietario privo di questo requisito fondamentale.
«Quando un cane arriva in clinica senza microchip – spiega la veterinaria comportamentalista Luisa Demattio – siamo obbligati per legge a informare il proprietario e a procedere alla segnalazione. Spesso chi acquista non è consapevole di aver violato una norma, ma questo non lo esonera dalle responsabilità e, soprattutto, non tutela il cucciolo, che in molti casi proviene da filiere di origine incerta».
Il microchip, sottolineano dalla clinica, non è una semplice formalità burocratica, ma uno strumento essenziale di sicurezza: consente la rintracciabilità dell’animale in caso di smarrimento, contrasta i traffici illegali e garantisce una corretta gestione sanitaria. Al contrario, l’arrivo di cuccioli non identificati apre scenari critici sia dal punto di vista legale sia per il benessere degli animali.
La dottoressa Demattio richiama inoltre l’attenzione sugli effetti negativi di un’adozione o di un acquisto troppo precoce. «Prima dei due mesi il cane non ha completato il percorso di socializzazione. Separarlo troppo presto dalla madre e dall’ambiente d’origine può causare, in età adulta, ansie, fobie, ipersensibilità, iperattività e persino comportamenti aggressivi. Un cucciolo equilibrato nasce da un percorso corretto e rispettoso delle sue tappe evolutive».
Per questo motivo, la Clinica Veterinaria Città di Bolzano invita i futuri proprietari a un approccio consapevole e informato: visitare il cucciolo direttamente in allevamento, verificare le condizioni di crescita e di socializzazione e, soprattutto, pretendere sempre una documentazione completa e regolare. Una scelta responsabile permette di evitare sanzioni amministrative, problemi futuri e contribuisce a sostenere allevamenti e adozioni trasparenti e rispettosi delle regole.
Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, i veterinari lanciano infine un appello chiaro: non regalare animali come fossero oggetti. Un cane non è un dono dell’ultimo momento, ma un impegno che dura molti anni e che richiede tempo, preparazione e consapevolezza.
