venerdì, Ottobre 16, 2026
Home Cronaca “Così non si può andare avanti”: paura e rabbia dopo l’aggressione al Miró

“Così non si può andare avanti”: paura e rabbia dopo l’aggressione al Miró

by Massimiliano Maglione

BOLZANO – «Questa volta abbiamo superato il limite». Sono parole cariche di rabbia e paura quelle pronunciate da Manuel Nardo, titolare della discoteca Miró, dopo il grave episodio avvenuto nella notte in Piazza Domenicani, dove un atto di violenza avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.

Erano circa le 2.45 quando un uomo, già noto per precedenti alterchi nella zona di Piazza Erbe e visibilmente alterato, è stato allontanato all’ingresso del locale per motivi di sicurezza. All’esterno si sarebbe verificata una colluttazione con altri avventori, tanto da rendere necessario l’intervento delle forze dell’ordine, che lo avrebbero indirizzato lontano dalla zona.

Ma la tensione non si è fermata lì.

Pochi minuti dopo, l’uomo sarebbe tornato davanti al locale per vendicarsi, scagliando una grossa pietra contro la porta d’ingresso, sfondandola. Dietro la porta, in quel momento, si trovavano due ragazze. Solo per puro caso nessuno è rimasto gravemente ferito.

«La porta ha ceduto, per fortuna non c’è scappato il morto», racconta Nardo, ancora scosso. I danni materiali sono ingenti – migliaia di euro – ma il vero segno lasciato dall’accaduto è ben più profondo.

«Non è solo una questione economica – spiega – ma di sicurezza, di dignità, di diritto a lavorare e a divertirsi senza paura. Le persone devono poter uscire la sera serenamente, e le attività non possono essere lasciate sole di fronte a situazioni del genere».

Quella di Piazza Domenicani non sarebbe purtroppo un’area nuova a episodi di violenza notturna. Ma questa volta, a farne le spese, è stato uno di quelli che il titolare definisce «pochi avamposti di legalità notturna», un locale che cerca di garantire controllo e rispetto delle regole.

Da qui l’appello diretto alle istituzioni: «Chiediamo immediatamente un presidio fisso in zona e un’azione efficace dello Stato contro soggetti che mettono a rischio la sicurezza di tutti. Non possiamo lasciare dipendenti e clienti in balia di queste situazioni».

Un appello che nasce dalla paura, ma anche dalla responsabilità di chi ogni notte apre le porte a centinaia di persone: «La nostra città non può diventare ostaggio di violenza e degrado. Quanto successo è inaccettabile e rischia, prima o poi, di finire davvero in tragedia».

La speranza è che l’allarme lanciato non resti inascoltato e che da questo episodio nasca una risposta concreta, prima che il confine tra cronaca e dramma irreversibile venga definitivamente superato.

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