BOLZANO – Da oltre quarant’anni vive il mondo della disabilità, da quindici dirige l’Aias di Bolzano. Andrea Dicurti è una figura di riferimento nel panorama sociale altoatesino, con una storia fatta di passione, dedizione e impegno costante al fianco delle persone più fragili.
“Il mio avvicinamento alla disabilità – racconta – è stato quasi casuale, ma segnato da tanti piccoli segnali. Alle scuole medie avevo compagni con disabilità ai quali prestavo attenzione, anche nei gesti più semplici, come mettergli lo smalto per non farli mangiare le unghie. Negli anni ’80 nasceva il centro riabilitativo di via Fago e, da lì, il percorso è proseguito con campi estivi, feste e prime esperienze di volontariato. È stato un innamoramento naturale”.
Dopo l’esperienza con gli Amici degli Handicappati e la fondazione dell’associazione Gorà, Dicurti approda ad Aias, dove entra prima come operatore e, passo dopo passo, diventa direttore. Oggi coordina le attività e guida l’associazione con lo stesso entusiasmo degli inizi.
Una “famiglia” chiamata Aias
Dicurti sottolinea come Aias non sia solo un centro di attività, ma una vera e propria famiglia: “Con i ragazzi condividiamo pomeriggi, fine settimana, serate e soprattutto i soggiorni estivi. Stare insieme 24 ore su 24 è un’esperienza che crea legami profondi. Per noi l’Aias è davvero una grande famiglia”.
Un ricordo che lo ha segnato è legato al periodo post-Covid: “Dopo mesi chiusi in casa, quando abbiamo riaperto le sedi, i ragazzi sono arrivati commossi, quasi in lacrime. La mancanza del contatto umano era stata devastante. Quel ritorno è stato un momento indimenticabile”.
Opportunità di crescita
Anche se Aias non si occupa direttamente di terapie, l’associazione punta a offrire esperienze educative e formative: “Non proponiamo parcheggi – precisa Dicurti – ma occasioni di crescita, con attività guidate da esperti, dalla boxe alla pet therapy. Questo permette ai ragazzi di sperimentarsi e crescere, sempre seguiti da figure competenti”.
Il bisogno di volontari
L’appello, però, è chiaro: “Siamo circa dieci nello staff, ma per tutto quello che facciamo non bastiamo. Abbiamo un grande bisogno di giovani volontari. So che ci sono tante emergenze, dagli anziani ai profughi, ma anche il nostro mondo ha necessità di nuove energie. Ai ragazzi dico sempre che la diversità non deve spaventare: l’esperienza restituisce molto più di quanto si dona”.
Aias collabora già con scuole e università, offrendo la possibilità di ottenere crediti formativi e svolgere stage. “Accogliamo con piacere chiunque abbia voglia di conoscere questo mondo. Chi entra a far parte di Aias scopre che il beneficio più grande è proprio quello che riceve in cambio”.
