Sabato 23 agosto alle ore 16:00, presso il Rifugio al Cacciatore in Val d’Ambiez, andrà in scena “L’Urlo della Regina”, monologo scritto e interpretato da Alessandra Limetti e prodotto dal Teatro Cristallo di Bolzano. Lo spettacolo nasce per raccontare e ricordare la tragedia della Marmolada del 3 luglio 2022, quando un seracco di Punta Rocca si staccò provocando una valanga che travolse alpinisti e appassionati in quota.
La prima rappresentazione avrà luogo in un luogo dal forte valore simbolico: il rifugio gestito da Luca Toldo, primo soccorritore che in quei drammatici momenti accorse verso il ghiacciaio per aiutare i superstiti, prima ancora dell’arrivo delle squadre ufficiali di soccorso. Un gesto eroico che rischiava di essere dimenticato, ma che oggi rivive come testimonianza viva della fragilità della montagna e dei pericoli legati al cambiamento climatico.
“L’Urlo della Regina” porta in scena non solo la cronaca della tragedia, ma anche un forte messaggio di memoria collettiva e responsabilità ambientale. In un crescendo emotivo, Limetti – attrice, vocologa e docente di comunicazione – restituisce la crudezza e la drammaticità dell’evento, trasformandolo in un’opera capace di commuovere e far riflettere.
Il monologo ha già ricevuto riconoscimenti internazionali, classificandosi al secondo posto al Premio Letterario Internazionale “Le Pietre di Anuaria 2024”. Portarlo sul palcoscenico naturale della montagna, nel cuore delle Dolomiti, significa trasformare il teatro in atto di testimonianza: le parole diventano voce per chi c’era e memoria per chi ascolta.
Il rifugio diventa così luogo scenico e simbolico allo stesso tempo, riportando alla mente la tragedia della Marmolada e al contempo ricordando l’urgenza di prendersi cura dell’ambiente che ci ospita. La montagna stessa diventa interlocutrice, trasformando lo spettacolo in un monito poetico e civile: “Uomo, prenditi cura della Terra dove stai. È quello che sei.”
Con questa produzione, il Teatro Cristallo accompagna il pubblico in un percorso di dolore, memoria e riflessione condivisa, dove la montagna non dimentica e continua a chiedere ascolto.
