martedì, Ottobre 27, 2026
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Immigrazione in Alto Adige, gli stranieri sono l’11,1% della popolazione: oltre 60mila residenti

by Massimiliano Maglione

Presentato a Bolzano il Dossier Statistico Immigrazione 2026: 60.411 persone di cittadinanza straniera, in aumento del 4,4% rispetto all’anno precedente. Sono 11.687 gli alunni stranieri nelle scuole altoatesine. «Senza questi lavoratori si creerebbe un vuoto notevole», sottolinea IDOS.

In Alto Adige le persone di cittadinanza straniera sono 60.411, pari all’11,1% della popolazione residente. Un dato in crescita del 4,4% rispetto all’anno precedente, che conferma il peso crescente dell’immigrazione nella composizione demografica del territorio e il suo ruolo nel mercato del lavoro, nell’economia e nel sistema scolastico.

I numeri emergono dal Dossier Statistico Immigrazione 2026, presentato martedì 27 ottobre a Bolzano. Il rapporto, elaborato dal Centro Studi e Ricerche IDOS in collaborazione con il Centro Studi Confronti e l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, offre un quadro aggiornato dei fenomeni migratori e dei percorsi di integrazione in Italia e in Alto Adige.

Alla presentazione sono intervenuti i consulenti di IDOS Matthias Oberbacher e Fernando Biague, insieme ad Astrid Wiest, direttrice dell’Ufficio per la Tutela dei minori e l’inclusione sociale.

Una popolazione giovane e sempre più diversificata

La popolazione straniera residente in Alto Adige presenta caratteristiche demografiche che incidono anche sulle prospettive future del territorio. Il 46,4% delle persone di cittadinanza straniera ha un’età compresa tra i 18 e i 44 anni, mentre le donne rappresentano il 51% del totale.

Per quanto riguarda le provenienze, il 60,6% arriva da altri Paesi europei, il 20,6% dall’Asia, il 13,6% dall’Africa e il 5,2% dal continente americano.

Tra le comunità più numerose figurano quelle provenienti da Albania, Germania, Pakistan, Romania e Marocco.

La presenza straniera in Alto Adige supera la media nazionale, che si attesta al 9,4%. Un dato che conferma il peso dell’immigrazione nel contesto provinciale, caratterizzato da un mercato del lavoro che necessita di personale in diversi comparti produttivi e dei servizi.

Lavoratori stranieri, una componente importante dell’economia

Uno degli aspetti centrali del dossier riguarda il contributo dell’immigrazione al mercato del lavoro.

In Trentino-Alto Adige i lavoratori stranieri rappresentano il 10,9% della forza lavoro, una quota leggermente superiore alla media italiana, pari al 10,7%. Nella regione, inoltre, il tasso di occupazione raggiunge il 73%, contro il 62,5% registrato a livello nazionale.

Secondo Matthias Oberbacher, questi numeri dimostrano quanto la presenza dei lavoratori stranieri sia ormai radicata nel sistema economico locale.

«Ormai in ogni settore sono presenti lavoratori stranieri. Se questo 11 per cento circa venisse a mancare, si creerebbe un vuoto notevole», ha sottolineato il consulente di IDOS.

Una considerazione che richiama l’attenzione sul ruolo svolto dai cittadini stranieri nei diversi ambiti professionali e sulla necessità di accompagnare la partecipazione al mercato del lavoro con politiche efficaci di inclusione.

Scuola e integrazione: 11.687 alunni stranieri

La trasformazione demografica si riflette anche nelle scuole altoatesine. Nell’anno scolastico 2025/2026, gli alunni di cittadinanza straniera iscritti negli istituti scolastici della provincia sono 11.687, pari al 12,9% del totale.

Per Astrid Wiest, i dati rappresentano uno strumento importante per comprendere i cambiamenti in corso e programmare gli interventi necessari.

«Dietro queste cifre ci sono persone con aspettative e prospettive», ha osservato, evidenziando come le statistiche possano contribuire a orientare le decisioni politiche e amministrative.

Tra gli elementi fondamentali per favorire l’inclusione figurano l’istruzione e il sostegno linguistico, considerati presupposti essenziali per garantire partecipazione e convivenza.

L’integrazione, dunque, non riguarda soltanto l’inserimento lavorativo, ma coinvolge anche la scuola, i servizi territoriali e le opportunità di partecipazione alla vita della comunità.

Il contributo all’economia e alle finanze pubbliche

Nel corso della presentazione, Fernando Biague ha approfondito alcuni aspetti relativi alla situazione nazionale, richiamando l’attenzione sulle differenze che ancora caratterizzano il mercato del lavoro.

I lavoratori stranieri rappresentano una componente importante dell’economia italiana, ma sono spesso impiegati in settori caratterizzati da retribuzioni più basse.

Biague ha inoltre sottolineato il contributo dei cittadini stranieri alle finanze pubbliche, citando una stima secondo cui lo Stato italiano incasserebbe dall’immigrazione circa quattro miliardi di euro in più rispetto alla spesa sostenuta.

Un risultato legato, tra gli altri fattori, ai contributi versati dai lavoratori stranieri nei sistemi previdenziali e pensionistici, a fronte di prestazioni che, secondo quanto illustrato durante l’incontro, non vengono utilizzate nella stessa misura.

Il tema evidenzia come l’immigrazione debba essere analizzata considerando non soltanto gli aspetti demografici e sociali, ma anche il suo impatto economico e contributivo.

Le esperienze di integrazione sul territorio

Il convegno ha dato spazio anche ad alcune esperienze concrete realizzate in Alto Adige per favorire l’inclusione delle persone con background migratorio.

Susanna Vetturelli, coordinatrice del Progetto SAI della Comunità comprensoriale Burgraviato, ha illustrato il lavoro svolto nell’ambito del sistema di accoglienza e integrazione.

Annamaria Molin, insegnante volontaria dell’associazione Scioglilingua, ha invece presentato le attività promosse dall’associazione, impegnata sul fronte dell’apprendimento linguistico.

Due esempi che mostrano come l’integrazione passi anche attraverso il lavoro quotidiano delle istituzioni, delle associazioni e dei volontari, chiamati a costruire opportunità di incontro, apprendimento e partecipazione.

I dati per comprendere i cambiamenti

Il Dossier Statistico Immigrazione 2026 raccoglie dati aggiornati e analisi sui fenomeni migratori e sui percorsi di integrazione in Italia e in Alto Adige.

La pubblicazione è disponibile presso il Servizio di coordinamento per l’Integrazione, mentre una sintesi può essere consultata online.

Con oltre 60mila residenti di cittadinanza straniera e una presenza significativa nelle scuole e nel mercato del lavoro, l’immigrazione costituisce ormai una componente strutturale della realtà altoatesina. La sfida, come emerge dai dati presentati a Bolzano, è accompagnare questa evoluzione attraverso strumenti di inclusione, formazione linguistica e accesso alle opportunità, tenendo conto delle esigenze del territorio e delle persone che lo abitano.

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