BOLZANO – La sanità altoatesina rallenta, e il confronto con il resto del Paese – ma soprattutto con la vicina Provincia autonoma di Trento – evidenzia un ritardo sempre più difficile da ignorare. A certificarlo sono gli ultimi dati elaborati dalla Fondazione Gimbe su base Agenas e Ministero della Salute.
Il quadro che emerge per la Provincia autonoma di Bolzano è critico, sia sul fronte delle nuove strutture territoriali previste dal PNRR, sia sul piano della digitalizzazione dei servizi sanitari.
Strutture territoriali: Bolzano ferma al palo
Il dato più evidente riguarda le Case della Comunità, pilastro della riforma sanitaria territoriale. A livello nazionale, il 45,5% delle strutture previste ha già attivato almeno un servizio. A Bolzano, invece, la percentuale è pari allo 0% sulle 12 programmate.
Ancora più marcato il divario sugli Ospedali di Comunità: nessuna struttura attiva in Alto Adige, contro una media italiana del 27% e un significativo 75% registrato a Trento. Un gap che evidenzia una difficoltà concreta nell’attuazione dei progetti e nel rispetto delle tempistiche fissate.
Sanità digitale: ritardo anche sul Fascicolo sanitario
Le criticità non si limitano alle infrastrutture fisiche. Anche sul fronte della digitalizzazione, la provincia altoatesina mostra segnali di affanno.
Per quanto riguarda il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), Bolzano mette a disposizione 12 tipologie di documenti su 20, restando sotto la media nazionale e lontana dai 14 documenti garantiti dalla Provincia di Trento.
Ma il dato più significativo riguarda il livello di adesione dei cittadini: solo il 42% ha espresso il consenso alla consultazione del FSE. Una percentuale inferiore alla media italiana (44%) e nettamente distante dal 90% raggiunto a Trento.
Un problema anche di fiducia
Il divario non è quindi solo tecnologico o organizzativo, ma anche culturale. Il basso livello di consenso suggerisce una carenza nella comunicazione e nel coinvolgimento dei cittadini, elementi fondamentali per il funzionamento della sanità digitale.
Autonomia sotto esame
In un territorio che gode di ampie competenze autonome, questi dati pongono interrogativi importanti. L’autonomia dovrebbe rappresentare un acceleratore di efficienza e innovazione. Tuttavia, i numeri attuali indicano una perdita di competitività rispetto sia al contesto nazionale sia a quello locale di riferimento.
La fotografia scattata dalla Fondazione Gimbe non lascia spazio a interpretazioni: senza un cambio di passo deciso, la sanità altoatesina rischia di restare indietro proprio mentre il resto del sistema sanitario evolve rapidamente.
