Nel pomeriggio di venerdì 20 febbraio il Blocco Studentesco di Bolzano si è riunito in Piazza della Vittoria per ricordare Quentin Deranque, 23enne francese deceduto in seguito a un’aggressione avvenuta nei giorni scorsi in Francia.
Secondo quanto riferito dagli organizzatori, il giovane sarebbe stato attaccato da un gruppo di militanti riconducibili al collettivo Jeune Garde mentre si trovava in compagnia di alcune ragazze di area politica di destra. Il decesso, avvenuto venerdì 13 febbraio, sarebbe stato causato da un’emorragia cerebrale conseguente ai colpi ricevuti.
Tra i nomi circolati nelle ricostruzioni vi sarebbe anche quello di Jacques-Elie Favrot, indicato come collaboratore del deputato francese Raphaël Arnault, esponente del partito La France Insoumise. Sulla vicenda sono in corso accertamenti da parte delle autorità francesi.
La manifestazione in Piazza della Vittoria
Durante il presidio, i militanti del Blocco Studentesco hanno esposto striscioni e acceso fiaccole in memoria del giovane, definito “martire” nei loro interventi. Nel corso delle brevi allocuzioni è stata chiesta “giustizia per Quentin” e condannata la violenza politica.
Nel comunicato diffuso dal movimento si afferma che “non è la prima volta che l’antifascismo uccide”, richiamando il caso di Sergio Ramelli, studente milanese di 19 anni morto nel 1975 in seguito a un’aggressione a colpi di chiave inglese.
Un clima di tensione
L’iniziativa si è svolta senza particolari disordini, sotto l’attenzione delle forze dell’ordine. L’episodio francese, così come la manifestazione bolzanina, riaccende il tema della violenza politica e dello scontro ideologico tra opposte fazioni, in un contesto europeo segnato da crescenti tensioni tra gruppi radicali.
Le indagini sull’omicidio di Deranque sono tuttora in corso e saranno gli sviluppi giudiziari a chiarire dinamica e responsabilità dell’accaduto.
