In vista della manifestazione del 28 febbraio indetta dal Comitato nazionale “Remigrazione e Riconquista”, si accende il dibattito politico in Alto Adige. A intervenire è il presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Marco Galateo, che critica apertamente la scelta di esponenti della SVP di prendere parte al contro-presidio antifascista annunciato per la stessa giornata.
Nel mirino di Galateo, in particolare, la partecipazione della componente di sinistra della SVP, la Soziale Mitte, e del presidente della Provincia Arno Kompatscher.
“Un segnale inopportuno”
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, la presenza di rappresentanti istituzionali a una manifestazione contrapposta a quella promossa dal Comitato “Remigrazione e Riconquista” rappresenterebbe “un segnale politico alquanto inopportuno”. Galateo precisa inoltre che l’iniziativa del 28 febbraio “non ha nulla a che vedere con Fratelli d’Italia”, prendendo le distanze dall’organizzazione dell’evento.
Sul piano giuridico e terminologico, Galateo respinge con forza ogni accostamento tra il concetto di “remigrazione” e le deportazioni di massa legate alla Shoah. “L’Olocausto – afferma – è una ferita indelebile della storia europea, una barbarie che merita condanna assoluta e rispetto profondo verso il popolo ebraico e tutte le vittime di quella persecuzione. Accostamenti impropri rischiano di banalizzarne l’orrore”.
Secondo la sua ricostruzione, il termine farebbe riferimento a misure di rientro volontario nei Paesi d’origine e, nei casi previsti dalla legge, all’espulsione di cittadini stranieri responsabili di reati gravi, nel rispetto delle normative vigenti.
Sicurezza e Stato di diritto
Galateo richiama il principio dello Stato di diritto, sottolineando che in Italia l’espulsione è già prevista per cittadini stranieri che si rendano responsabili di reati particolarmente gravi, dallo spaccio di droga allo stupro fino all’omicidio. “Se è doveroso aiutare chi fugge da guerra e persecuzioni – sostiene – è altrettanto doveroso garantire la sicurezza dei cittadini”.
L’esponente politico cita inoltre i dati relativi alla presenza di cittadini stranieri nella popolazione carceraria e alla commissione di reati, evidenziando come tali numeri siano noti anche a chi, straniero in Italia, “lavora regolarmente e contribuisce in modo significativo al tessuto economico locale”.
Libertà di manifestare e timori per l’ordine pubblico
Altro punto centrale dell’intervento riguarda il diritto costituzionale di manifestare. Galateo ribadisce che la libertà di espressione e di riunione deve valere “senza filtri ideologici e senza doppie misure”, sostenendo che non possa essere considerata legittima solo quando a scendere in piazza sia una determinata area politica.
Infine, il presidente provinciale di Fratelli d’Italia richiama quanto avvenuto in altre città italiane, dove manifestazioni contrapposte hanno generato tensioni e scontri, anche con le forze dell’ordine. “Mi auguro – conclude – che non si ripetano scene di violenza sulle nostre strade”.
La polemica politica è dunque destinata a proseguire nei prossimi giorni, in attesa dell’appuntamento del 28 febbraio, che si preannuncia già carico di tensione.
