BOLZANO – Una presa di posizione chiara, congiunta e orientata al dialogo: la Consulta provinciale degli studenti e delle studentesse e la Consulta provinciale dei genitori per la scuola in lingua italiana intervengono sul blocco dei docenti che, dall’inizio dell’anno scolastico, ha comportato la sospensione di numerose uscite didattiche e attività integrative.
Una situazione che, secondo i rappresentanti di studenti e famiglie, sta incidendo in modo significativo sulla quotidianità scolastica e sul percorso formativo degli alunni. L’obiettivo delle Consulte è chiaro: favorire un confronto costruttivo tra tutte le componenti della scuola e individuare soluzioni concrete per superare lo stallo.
«Negli ultimi mesi le proteste degli insegnanti hanno acceso un ampio dibattito anche tra gli studenti – spiega il presidente della Consulta studenti, Marco Fauni –. Il nostro intento non è alimentare conflitti, ma promuovere un dialogo serio e responsabile». Sulla stessa linea anche il vicepresidente Luca Pompili, che sottolinea il ruolo centrale della scuola come luogo di confronto e crescita.
Forte preoccupazione arriva anche dalla Consulta dei genitori, che evidenzia la mancanza di una comunicazione chiara e trasparente sulle ragioni della protesta. A complicare ulteriormente il quadro è la difformità di approccio tra le singole scuole, che sta generando confusione e delusione tra gli studenti, privati di esperienze fondamentali come viaggi di istruzione e attività extrascolastiche.
«È necessario rompere immediatamente il silenzio – sottolineano i rappresentanti dei genitori –. Solo attraverso il dialogo tra studenti, docenti e famiglie si può uscire da questa fase critica».
Le Consulte ribadiscono di non voler prendere posizione contro una parte, ma di esercitare il proprio ruolo di rappresentanza, mettendo al centro la qualità dell’offerta formativa e il benessere degli studenti.
Tre le richieste principali avanzate:
regolamenti uniformi per garantire la programmazione delle attività didattiche; una proposta di mediazione da parte dei docenti promotori della protesta; il ritorno al dialogo nelle classi, come strumento per ricostruire un clima sereno.
L’obiettivo finale è trasformare una fase di tensione in un’opportunità di miglioramento per l’intero sistema scolastico. «La formazione dei futuri adulti – concludono le Consulte – deve rimanere al di sopra di ogni divisione».
