domenica, Settembre 6, 2026
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La truffatrice delle cene arriva in Alto Adige: mangia, non paga e chiama i carabinieri

by Massimiliano Maglione

EGNA – Buon pesce, buon vino e un conto da circa 50 euro. Poi, quando arriva il momento di pagare, la richiesta di un telefono e una telefonata ai carabinieri. È la singolare sequenza che si è verificata sabato sera, 5 settembre, alla pizzeria Il Portichetto 2 di Laghetti di Egna, dove sarebbe finita anche la lunga scia di episodi che da tempo accompagna una donna di circa cinquant’anni, originaria del Meridione, già protagonista di numerosi casi raccontati dalla cronaca italiana.

Il copione, secondo quanto riferito dal titolare del locale, sarebbe stato quello già segnalato in altre occasioni: consumare e poi non pagare. Questa volta, però, con un elemento decisamente paradossale: a chiamare le forze dell’ordine è stata la stessa cliente.

La donna, ospite di una pensione di Egna, avrebbe riferito ai militari di essere stata allontanata dalla struttura e di non aver potuto recuperare la propria valigia, sostenendo che all’interno si trovasse il portafoglio e dunque il denaro necessario per saldare il conto.

I carabinieri della stazione mobile di Egna sono intervenuti e hanno accompagnato la donna presso la pensione per recuperare la valigia. Ma, una volta arrivati, della valigia non ci sarebbe stata traccia. Al suo posto sarebbe stato trovato un sacco di nylon, nel quale, secondo quanto riferito, non vi era alcun portafoglio.

Un particolare che ha lasciato il ristoratore ancora più amareggiato.

«Siamo stati colpiti anche noi da questa donna – racconta Manuel Maglione, titolare de Il Portichetto 2 –. Non la conoscevamo e quindi non avevamo alcun elemento per capire con chi avessimo a che fare. Ha consumato per circa 50 euro tra cena e bevande, anche piuttosto costose, e alla fine non ha pagato».

Maglione non nasconde la delusione: «È un brutto episodio. Noi lavoriamo, acquistiamo la merce, paghiamo il personale e sosteniamo tutte le spese di un’attività. Poi ci si trova davanti a situazioni come questa. Probabilmente la prossima volta saremo più attenti, ma è difficile prevenire un comportamento del genere quando non si conosce la persona».

E proprio qui arriva il monito rivolto agli altri esercenti della zona: la donna potrebbe aver già raggiunto anche altri locali e altre attività della provincia.

«Non so cosa possa esserci dietro questi comportamenti – aggiunge Maglione – e non sta certamente a noi fare diagnosi o stabilire se ci siano problemi personali. Posso solo dire che è una situazione difficile da comprendere e che lascia amareggiati».

Secondo quanto riferito, negli ultimi tempi la donna avrebbe accumulato circa 350 denunce, in episodi avvenuti in diverse parti d’Italia e caratterizzati da contestazioni relative a consumazioni o acquisti non pagati, oltre a discussioni e interventi delle forze dell’ordine.

Nel caso di Laghetti, al momento, i carabinieri non hanno potuto procedere per alcun reato sulla base degli elementi raccolti nell’intervento. Ora si attende l’eventuale denuncia formale da parte del titolare de Il Portichetto 2.

L’allontanamento da Egna

Dopo l’intervento e gli accertamenti effettuati, la donna sarebbe stata invitata dalle forze dell’ordine ad allontanarsi dalla zona. Secondo quanto riferito, i militari l’avrebbero quindi seguita e accompagnata fino a quando la cinquantenne è salita su un autobus, lasciando il territorio di Egna.

Non è dato sapere, al momento, quale fosse la destinazione dell’autobus né in quale direzione la donna si sia allontanata.

La vicenda, dunque, potrebbe aggiungere un nuovo capitolo a una storia già lunga. E soprattutto lancia un avvertimento agli esercenti altoatesini: occhi aperti.

La descrizione fornita è quella di una donna di circa cinquant’anni, mora, non particolarmente alta, dall’aspetto distinto e con accento meridionale. Elementi che, insieme alla notorietà raggiunta dalla vicenda attraverso le cronache nazionali, potrebbero aiutare eventuali altri commercianti a riconoscerla.

Per il ristorante di Laghetti, intanto, resta un conto da circa 50 euro e soprattutto la sensazione di essere finiti dentro una storia che sembrava appartenere soltanto alla cronaca di altre città.

Questa volta è successo in Bassa Atesina.

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R.G. 247/2023 Tribunale di Bolzano Reg. Stampa 1 – Editore Maglione Massimiliano

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