Venerdì 30 ottobre alle ore 20, una conferenza-spettacolo tra filosofia, musica e comicità per interrogarsi sul futuro dell’intelligenza artificiale. L’iniziativa si inserisce nelle celebrazioni per i 60 anni della Fondazione UPAD.
L’intelligenza artificiale ci ruberà il lavoro? Sarà capace di comporre canzoni migliori delle nostre? E soprattutto, potrà diventare più creativa degli esseri umani? Sono alcune delle domande al centro di “Com’è umano l’AI – Come non temere il megadirettore galattico e imparare a dargli del tu”, l’appuntamento in programma venerdì 30 ottobre alle ore 20 al Teatro Cristallo di Bolzano.
A confrontarsi sul palco saranno due protagonisti provenienti da mondi diversi, ma accomunati dalla curiosità per le trasformazioni tecnologiche e culturali del nostro tempo: Rocco Tanica, musicista, compositore, autore e comico, cofondatore di Elio e le Storie Tese, e Claudio Paolucci, filosofo e semiologo, professore ordinario all’Università di Bologna e studioso del pensiero di Umberto Eco.
Tra musica, filosofia e intelligenza artificiale
L’incontro promette di affrontare uno dei temi più discussi del momento con un approccio accessibile, capace di unire approfondimento e intrattenimento.
Da una parte Rocco Tanica, che da anni sperimenta le possibilità creative offerte dall’intelligenza artificiale; dall’altra Claudio Paolucci, impegnato nello studio dei linguaggi, dei processi di significazione e delle implicazioni filosofiche delle nuove tecnologie.
Il dialogo tra i due permetterà di esplorare le potenzialità dell’AI, interrogandosi sui suoi limiti e sulle conseguenze che il suo sviluppo può avere nella vita quotidiana, nel mondo del lavoro e nei processi creativi.
La domanda non è soltanto che cosa le macchine saranno in grado di fare, ma anche quanto gli esseri umani debbano imparare a conoscere questi strumenti per utilizzarli in maniera consapevole.
La serata alternerà filosofia, musica, esperimenti dal vivo e comicità, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico a una tecnologia spesso percepita come complessa o persino minacciosa. Nessuna preparazione tecnica sarà necessaria: l’intento è stimolare curiosità e spirito critico, offrendo strumenti per comprendere una trasformazione destinata a incidere sempre più profondamente sulla società.
La tecnologia senza paura, ma con spirito critico
Il titolo dello spettacolo richiama ironicamente la figura del megadirettore galattico, simbolo di un potere distante e apparentemente incontrollabile. In questo caso, il riferimento diventa una metafora del rapporto tra le persone e l’intelligenza artificiale: una realtà che può suscitare timori, ma che merita soprattutto di essere compresa.
Tra le questioni affrontate ci saranno il futuro delle professioni, il rapporto tra creatività umana e produzione automatizzata e la capacità delle nuove tecnologie di modificare il nostro modo di comunicare e interpretare il mondo.
Un’occasione per andare oltre gli slogan e confrontarsi con domande concrete, senza cedere né all’entusiasmo acritico né alla paura del cambiamento.
Una serata per i 60 anni della Fondazione UPAD
L’appuntamento assume un significato particolare anche perché si inserisce nelle celebrazioni per i 60 anni della Fondazione UPAD, che festeggia questo importante traguardo guardando alle nuove sfide della conoscenza e della formazione.
L’iniziativa rientra nel percorso “IA: Deus ex machina?”, promosso dal Teatro Cristallo, dalla Fondazione UPAD e dalla Libera Università di Bolzano, una proposta di approfondimento dedicata alle trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale.
L’obiettivo è favorire il confronto tra discipline diverse e coinvolgere un pubblico ampio su questioni che riguardano non soltanto il mondo della tecnologia, ma anche la cultura, l’educazione e il futuro della società.
L’appuntamento è per venerdì 30 ottobre, alle ore 20, al Teatro Cristallo di Bolzano, per una serata che promette di affrontare una delle grandi rivoluzioni del nostro tempo con competenza, leggerezza e la necessaria dose di ironia.
