martedì, Ottobre 20, 2026
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Forza Italia Alto Adige, scontro sul comunicato di Bianchi: il fronte interno si divide

by Massimiliano Maglione

Dopo la riunione del direttivo provinciale, il commissario rivendica la fiducia del partito e il sostegno di Gasparri. Ma i contestatori del nuovo comitato Forza Alto Adige, con il coordinatore Gerardo Scibelli, contestano la diffusione della nota e la ricostruzione della telefonata con il senatore. Le tensioni restano aperte e i prossimi giorni potrebbero rivelarsi decisivi.

BOLZANO – Il comunicato diffuso da Christian Bianchi, assessore provinciale e commissario di Forza Italia in Alto Adige, dopo la riunione del direttivo provinciale di ieri sera a Bolzano, non sembra aver ricomposto le tensioni interne al partito. Al contrario, la nota, che ribadisce la fiducia nella guida provinciale e richiama il sostegno della dirigenza nazionale, ha aperto un nuovo fronte di contestazione da parte di chi si oppone all’attuale gestione del movimento.

Nel documento, Bianchi descrive un direttivo orientato a superare le divisioni delle ultime settimane, confermando la fiducia nel commissario e valorizzando il lavoro svolto dal febbraio 2025. Un passaggio centrale riguarda la telefonata di Maurizio Gasparri, intervenuto durante la riunione per esprimere, secondo quanto riportato nel comunicato, il sostegno della dirigenza nazionale alla guida provinciale.

La nota richiama inoltre la necessità di affrontare le divergenze all’interno degli organismi del partito, nel rispetto dei ruoli e delle regole condivise. Un messaggio che punta a riaffermare la legittimità della gestione Bianchi e a ricondurre il confronto entro i confini dell’organizzazione ufficiale di Forza Italia.

La contestazione di Gerardo Scibelli: «Il comunicato non era stato condiviso»

È proprio sulla diffusione del documento che si concentra una parte significativa delle contestazioni. I rappresentanti dell’area critica nei confronti dell’attuale gestione, in particolare il coordinatore Gerardo Scibelli, contestano le modalità con cui la nota è stata resa pubblica.

Secondo la loro ricostruzione, il comunicato non sarebbe stato preventivamente autorizzato da tutti i componenti del direttivo, ma soltanto da una parte dei membri. Una circostanza che, se confermata, aprirebbe un problema non soltanto politico, ma anche relativo alla rappresentatività della posizione presentata pubblicamente come espressione dell’intero organismo provinciale.

Un secondo elemento di dissenso riguarda la richiesta di mantenere il silenzio stampa per alcuni giorni, che sarebbe stata avanzata durante il confronto interno. La diffusione della nota, in questo quadro, viene contestata proprio perché ritenuta in contrasto con l’esigenza di lasciare spazio a una fase di riflessione e di confronto prima di assumere ulteriori iniziative pubbliche.

La telefonata di Gasparri al centro delle divergenze

L’altro punto delicato riguarda il contenuto della telefonata tra Maurizio Gasparri e Christian Bianchi. Nel comunicato ufficiale, l’intervento del senatore viene presentato come una chiara manifestazione di sostegno al commissario provinciale e al percorso politico avviato in Alto Adige.

La versione contestata da Scibelli e dall’area critica, tuttavia, non coinciderebbe pienamente con la ricostruzione contenuta nella nota. Anche su questo passaggio emergono quindi interpretazioni differenti di quanto sarebbe stato detto nel corso del confronto telefonico.

Al momento, le due ricostruzioni restano distinte e non è possibile considerare definitivamente chiariti i termini della vicenda. La divergenza, tuttavia, è politicamente rilevante: il sostegno della dirigenza nazionale rappresenta infatti uno degli elementi su cui Bianchi fonda la legittimazione della propria guida provinciale.

Un partito sempre più frammentato

Al di là delle singole contestazioni, il quadro che emerge è quello di un partito attraversato da una frattura sempre più evidente. Da una parte, il commissario provinciale cerca di consolidare la propria posizione, rivendicando i risultati raggiunti e il sostegno dei vertici nazionali. Dall’altra, l’area critica mette in discussione non soltanto alcune scelte politiche, ma anche le modalità con cui vengono rappresentate all’esterno le decisioni e gli orientamenti del direttivo.

La nascita e l’attività del nuovo comitato Forza Alto Adige si inseriscono in questo scenario di tensione, rendendo ancora più complesso il tentativo di ricomporre le diverse anime del movimento.

Nel comunicato, Bianchi insiste sulla necessità di riportare l’attenzione sui temi che riguardano i cittadini: casa, lavoro, imprese, sicurezza, infrastrutture e giovani. Ma, prima di tornare a concentrarsi sull’attività politica e amministrativa, Forza Italia in Alto Adige dovrà probabilmente affrontare una questione preliminare: chiarire chi abbia titolo a esprimere la posizione ufficiale del partito e su quali basi possano essere assunte e comunicate le decisioni degli organismi provinciali.

I prossimi giorni decisivi per il futuro di Forza Italia

La partita, dunque, resta aperta. Saranno le prossime mosse dei protagonisti, gli eventuali chiarimenti sulla riunione e il confronto con la dirigenza nazionale a indicare se esistano ancora margini per una ricomposizione oppure se la contrapposizione sia destinata ad aggravarsi.

Non si possono escludere decisioni politiche anche significative, ma al momento è prematuro anticiparne la natura o gli effetti. Molto dipenderà dalla capacità delle parti di trovare un punto di equilibrio tra la legittimità della guida commissariale, le richieste dell’area critica e il ruolo dei vertici nazionali.

Una cosa, però, appare evidente: il comunicato nato per trasmettere un’immagine di unità e fiducia non ha, almeno per ora, chiuso la discussione. La vicenda apre anzi nuovi interrogativi sulla tenuta degli equilibri interni e sul futuro di Forza Italia in Alto Adige. E proprio nei prossimi giorni si capirà se prevarrà la ricerca di una mediazione o se la frattura porterà a scelte destinate a segnare il futuro del partito sul territorio.

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