Nardo cambia posto in aula dopo le tensioni interne a Forza Italia. Sul progetto SAI (Sistema accoglienza integrazione) per l’edilizia all’integrazione mancano quattro voti alla maggioranza. E fuori dall’aula va in scena il botta e risposta tra l’assessora Brillo e il consigliere Baratta.
La seduta di questa sera del Consiglio comunale di Bolzano ha riservato diversi momenti interessanti, tra tensioni interne ai gruppi politici, segnali di una maggioranza non del tutto compatta e uno scontro verbale che ha coinvolto l’assessora Patrizia Brillo e il consigliere Silvano Baratta.
A catturare l’attenzione sono stati soprattutto tre episodi: il cambio di posto del consigliere Nardo, le assenze di consenso registrate durante la votazione sulla delibera relativa al progetto SAI e il confronto acceso tra Brillo e Baratta fuori dall’aula consiliare.
Forza Italia, Nardo cambia posto dopo le tensioni
Le tensioni degli ultimi giorni all’interno di Forza Italia, già raccontate da BolzanoQuotidiano, sembrano aver lasciato il segno anche nella disposizione dei consiglieri in aula.
Nel corso della seduta, il consigliere Manuel Nardo, che sedeva vicino al collega Davide Mahmudy, ha deciso di spostarsi di una sedia, prendendo posto più lontano.
Un gesto apparentemente semplice, ma che arriva in un momento caratterizzato da contrasti e discussioni interne al partito. Il cambio di posto diventa così un dettaglio che fotografa il clima tra i rappresentanti azzurri, senza che sia possibile attribuirgli con certezza motivazioni precise.
Le vicende degli ultimi giorni continuano quindi a fare da sfondo ai rapporti all’interno del gruppo consiliare di Forza Italia.
Progetto SAI, mancano quattro voti alla maggioranza
Un altro elemento politicamente significativo è emerso durante la votazione segreta della delibera relativa al progetto SAI per l’edilizia all’integrazione.
La maggioranza non ha dimostrato piena compattezza: alla votazione sono mancati quattro voti rispetto a quelli attesi. Un dato che solleva interrogativi sulla condivisione del provvedimento all’interno della coalizione e sulla capacità di mantenere una posizione comune anche su temi che arrivano in aula con il sostegno della maggioranza.
La votazione segreta, tuttavia, non permette di individuare con certezza i consiglieri che non hanno sostenuto la delibera né di stabilire a quali gruppi appartengano.
Il dato dei quattro voti mancanti rappresenta comunque un elemento da tenere presente nella lettura degli equilibri politici in Consiglio comunale, soprattutto alla luce delle altre tensioni emerse durante la seduta.
Brillo contro Baratta: «La prossima volta che ti vedo in aula che dormi, ti sveglio io»
A movimentare ulteriormente la serata è stato il confronto tra l’assessora Brillo e il consigliere Baratta, proseguito fuori dall’aula consiliare.

Secondo quanto riferito, dopo un intervento dell’assessora, Baratta le avrebbe contestato con toni energici la durata dell’esposizione, invitandola ad accorciare i propri interventi e a essere più sintetica.
La risposta di Brillo non si sarebbe fatta attendere. L’assessora avrebbe replicato al consigliere con una frase altrettanto diretta: «La prossima volta che ti vedo in aula che dormi, ti sveglio io».
Uno scambio dai toni accesi che ha aggiunto un ulteriore momento di tensione a una seduta già caratterizzata da diversi segnali di nervosismo tra i rappresentanti politici.
Una seduta tra divisioni e tensioni
La serata in Consiglio comunale restituisce dunque una fotografia articolata degli equilibri politici cittadini: da una parte le tensioni interne a Forza Italia, rese visibili anche dal cambio di posto di Nardo; dall’altra, i quattro voti mancanti alla maggioranza durante la votazione sulla delibera relativa al progetto SAI per l’edilizia all’integrazione.
A completare il quadro, il botta e risposta tra Brillo e Baratta, che ha portato fuori dall’aula il confronto sui tempi e sui comportamenti durante gli interventi consiliari.
Tre episodi distinti, ma che hanno contribuito a rendere la seduta di questa sera particolarmente movimentata, mostrando come, accanto ai temi amministrativi, anche i rapporti politici e personali continuino a pesare sul clima del Consiglio comunale di Bolzano.
