Il capogruppo in Consiglio comunale interviene sulla vicenda del comitato “Forza Alto Adige”: «Io sto da una sola parte, quella del simbolo del partito». Denuncia offese personali, attacchi alla famiglia e una spaccatura sempre più evidente.
La tensione all’interno di Forza Italia a Bolzano continua a crescere. Dopo le polemiche legate alla nascita del comitato “Forza Alto Adige”, interviene direttamente Davide Mahmudy, capogruppo del partito in Consiglio comunale, che affida a una nota di chiarimento la propria versione dei fatti. Nel comunicato, il consigliere respinge le accuse e rivendica la propria autonomia politica, denunciando al contempo un clima interno che, a suo giudizio, avrebbe superato ogni limite.
Mahmudy sostiene di aver partecipato all’iniziativa semplicemente come spettatore, dopo aver comunicato preventivamente la propria presenza nella chat del gruppo consiliare. Nel suo intervento parla inoltre di offese personali, attacchi che avrebbero coinvolto anche la sua famiglia e di una situazione politica sempre più difficile, arrivando a riconoscere apertamente le difficoltà del partito sul territorio.
Di seguito, il testo integrale delle dichiarazioni del capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale a Bolzano, Davide Mahmudy.
Il comunicato integrale di Davide Mahmudy
“Oggi mi ritrovo a dover rispondere a una vicenda che mai avrei pensato di dover affrontare pubblicamente. Non ho mai partecipato ad attacchi personali o faide interne, ma il dibattito nato attorno alla nascita del comitato “Forza Alto Adige” mi impone di fare chiarezza.
Innanzitutto, io non devo “chiarire” da che parte sto. Non sto con il commissario, né con il gruppo degli scontenti: io sto da una sola parte, quella del simbolo del partito. Una convinzione e un’ambizione che mi hanno portato a candidarmi per la prima volta a settembre 2023, quando Forza Italia era al minimo storico. A differenza di altri, che non sono stati eletti con questo simbolo o non hanno vissuto quel momento difficile, ho sempre anteposto l’interesse collettivo a quello personale. Ed è proprio per questo che non posso tollerare la scorrettezza e la malafede di certe affermazioni fatte dai colleghi del mio gruppo consiliare.
Da cittadino libero ed eletto, partecipo a qualsiasi iniziativa politica — che sia del Partito Democratico, della Civica o di altre forze — perché ascoltare idee diverse è il pilastro della democrazia. Nel caso di “Forza Alto Adige”, mi sono recato all’evento semplicemente come spettatore, non come relatore o organizzatore.
La malafede è dimostrata dai fatti: il giorno prima della conferenza stampa, ho comunicato esplicitamente nella chat del gruppo consiliare — alla presenza del commissario provinciale e della responsabile organizzativa — che ero stato invitato via mail e che avrei partecipato. Nessuno ha sollevato un’obiezione. Nulla. Il silenzio totale prima, per poi montare una gogna mediatica e diffondere un’immagine distorta di me il giorno dopo.
Ma c’è un limite che è stato ampiamente superato. A seguito di questa vicenda, ho dovuto subire all’interno delle chat del direttivo gravi offese personali e attacchi inaccettabili. Non farò nomi, perché il mio stile è diverso, ma si è arrivati a colpire persino la mia famiglia e la mia sfera personale con parole vergognose. Trovo altrettanto grave che tutto questo sia avvenuto sotto gli occhi del vertice del partito, nel silenzio totale di chi avrebbe dovuto garantire il rispetto umano e istituzionale.
Non permetto a nessuno di mettere in dubbio il tempo, la passione e i sacrifici che ho dedicato e che sto tuttora dedicando a Forza Italia. Se oggi siedo in Consiglio comunale è grazie al risultato ottenuto alle scorse elezioni e alla fiducia dei cittadini che hanno creduto in me. Per questo motivo, non chiedo favori, ma pretendo il dovuto rispetto per la mia persona, per la mia storia e per il ruolo istituzionale che ricopro.
Anche sulle questioni tecniche si preferisce la finzione alla realtà. Sulle mozioni, i consiglieri hanno confermato ciò che avevo dichiarato alla stampa: la maggioranza non può presentarne. Ma si dimentica che Forza Italia a Bolzano si trova in una situazione anomala, essendo l’unico partito di maggioranza a non esprimere un assessore. Rinunciare alle mozioni in queste condizioni non è proficuo per il futuro del partito; una linea che gli stessi consiglieri dicono a me in privato, ma che evitano di sostenere pubblicamente.
Non voglio mentire ai cittadini, né a me stesso: oggi il partito non è in salute. Da novembre scorso è iniziata una frammentazione che oggi si traduce in una spaccatura evidente, con una fetta importante di iscritti e militanti che non c’è più. Io sono per unire, non per dividere, ma comprendo le ragioni di chi ha scelto di andarsene. Per il bene di Forza Italia, chi guida deve assumersi la responsabilità di ciò che sta accadendo. La situazione è diventata pesante, e non spetta a me porvi rimedio.”
