BOLZANO – Potrebbe ammontare complessivamente a quasi 8 milioni di euro la somma che il Comune di Bolzano avrebbe richiesto nell’ambito di una vicenda tributaria relativa all’area del WaltherPark. A sollevare la questione è il capogruppo del Partito Democratico Stefano Fattor, attraverso un’interrogazione rivolta al sindaco.
Secondo le informazioni riportate da Fattor, per diversi anni non sarebbe stata correttamente dichiarata e versata l’IMI (Imposta Municipale Immobiliare) relativa all’area. Si parlerebbe di oltre 4 milioni di euro di imposta non versata, ai quali si aggiungerebbero sanzioni e interessi, portando la somma complessiva potenzialmente richiesta dal Comune a una cifra vicina agli 8 milioni di euro.
Numeri che, se confermati, avrebbero un peso significativo per le casse comunali. Ma l’interrogazione non si concentra soltanto sull’entità della somma. Fattor chiede infatti di chiarire anche come si sia arrivati a questa situazione e quando gli uffici comunali ne siano venuti a conoscenza.
Tra le domande poste al sindaco c’è quella relativa a un periodo di circa quattro anni durante il quale, secondo quanto riportato nell’interrogazione, l’IMI dell’area non sarebbe stata correttamente dichiarata e versata. Fattor chiede inoltre quando siano scattati i controlli, perché l’accertamento sarebbe arrivato soltanto successivamente e quali verifiche siano state effettuate nel frattempo.
Il capogruppo del PD solleva inoltre una questione di trasparenza politica e istituzionale: perché una vicenda che potrebbe riguardare diversi milioni di euro di entrate comunali non sarebbe stata portata pubblicamente all’attenzione del Consiglio comunale e della cittadinanza?
Nell’interrogazione Fattor chiede quindi all’amministrazione di precisare quali annualità siano coinvolte, quali siano gli importi esatti, chi sia stato individuato come soggetto passivo dell’imposta e se la richiesta del Comune sia stata contestata, specificando eventualmente le motivazioni alla base dell’eventuale ricorso o opposizione.
Al momento, il documento diffuso dal consigliere riporta le informazioni e le domande oggetto dell’interrogazione, mentre non contiene una risposta dell’amministrazione comunale né gli eventuali esiti dell’accertamento tributario. Saranno quindi le risposte del Comune a dover chiarire l’entità effettiva della posizione fiscale, le annualità interessate e l’eventuale contenzioso.
