Tiene banco a Bolzano il caso avvenuto nei giorni scorsi al mercato rionale di Oltrisarco-Aslago, dove durante una raccolta firme sul tema del traffico si è registrato un acceso confronto politico che ora approda ufficialmente in Consiglio comunale.
La raccolta firme e le riprese
L’iniziativa, finalizzata al ripristino della chiusura della strada verso sud e promossa con il sostegno del consigliere circoscrizionale Salvatore Falcomatà, risultava – secondo quanto dichiarato dai promotori – regolarmente autorizzata .
Durante il banchetto si sarebbero presentati la presidente della circoscrizione Daniela Andreani, insieme a Floriano Pietro Baratto e Massimo Trigolo. Dopo aver dichiarato di non voler aderire alla petizione, i tre sarebbero rimasti nei pressi dell’iniziativa effettuando riprese fotografiche e video dei presenti .
Un comportamento che i gruppi di opposizione hanno definito politicamente grave, sostenendo che l’utilizzo sistematico di riprese nei confronti dei cittadini presenti avrebbe generato un clima percepito come intimidatorio .
L’intervento della Polizia municipale
Sempre secondo quanto riportato nel comunicato depositato agli atti, sarebbe stato richiesto l’intervento della Polizia municipale per verificare le autorizzazioni del banchetto .
Gli agenti intervenuti avrebbero effettuato i controlli documentali, conclusi con esito regolare per i promotori . Resta tuttavia oggetto di confronto politico la circostanza che, durante le verifiche, sarebbero proseguite le riprese dei partecipanti .
La domanda di attualità in aula
La vicenda sarà ora discussa nel prossimo Consiglio comunale di Bolzano attraverso una domanda di attualità sottoscritta dai gruppi del Partito Democratico, Verdi, Lista Andriollo e Sinistra–die Linke .
Primo firmatario il consigliere Stefano Fattor, insieme a Chiara Rabini, Juri Andriollo e Luca Di Biasio .
Nel documento si chiede al sindaco Claudio Corrarati e al presidente del Consiglio comunale:
se siano a conoscenza dei fatti e se risultino relazioni ufficiali sull’intervento della Polizia municipale; se intendano ribadire formalmente che le raccolte firme autorizzate debbano svolgersi senza pressioni o condotte percepite come intimidatorie; quali indirizzi verranno forniti per garantire il rispetto dei diritti democratici e delle norme sulle riprese in contesti pubblici; se l’Amministrazione intenda assumere una posizione politica chiara a tutela della libera partecipazione civica .
Clima politico e correttezza istituzionale
Al di là delle contrapposizioni tra maggioranza e opposizione, il caso riapre un tema sensibile: il confine tra controllo della legalità, legittimo confronto politico e possibile pressione sull’esercizio di diritti costituzionalmente garantiti.
Sarà il dibattito in aula a fornire il primo chiarimento istituzionale su una vicenda che, allo stato attuale, si fonda sulle ricostruzioni contenute nella domanda di attualità depositata agli atti del Consiglio comunale.
