Home Tecnologia IA e informazione, cresce la fiducia nei contenuti generati dall’intelligenza artificiale: “Ma servono regole, trasparenza e formazione”

IA e informazione, cresce la fiducia nei contenuti generati dall’intelligenza artificiale: “Ma servono regole, trasparenza e formazione”

by Massimiliano Maglione

L’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente il mondo dell’informazione e dei media, sia dal lato degli operatori che da quello dei lettori. Oggi oltre 8 professionisti su 10 del settore utilizzano strumenti basati su IA nelle attività editoriali, mentre il 42% degli utenti dichiara di fidarsi dei riassunti generati automaticamente senza nemmeno consultare la fonte originale.  

È quanto emerge da una serie di analisi e report internazionali che fotografano un settore in piena trasformazione, dove velocità, sintesi e personalizzazione stanno diventando elementi sempre più centrali nel consumo delle notizie.  

Secondo il report “Journalism, Media and Technology Trends and Predictions 2026” del Reuters Institute, il 97% dei publisher considera ormai l’intelligenza artificiale uno strumento strategico per l’automazione, mentre l’82% la utilizza già per la raccolta delle notizie e l’81% per lo sviluppo di nuovi prodotti editoriali.  

Parallelamente cambia anche il comportamento del pubblico. Se il 66% degli utenti continua ad avviare le proprie ricerche attraverso i motori tradizionali, cresce rapidamente la quota di chi si affida direttamente a piattaforme di IA come OpenAI ChatGPT o Google Gemini per ottenere informazioni sintetiche e immediate.  

A commentare il fenomeno sono Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori della community “Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice” e ideatori della AI WEEK 2026, in programma il 19 e 20 maggio 2026 alla Fiera di Rho di Milano. Secondo gli esperti, la crescita della fiducia verso l’IA è legata soprattutto alla capacità di queste tecnologie di semplificare l’accesso alle informazioni, offrendo contenuti rapidi, sintetici e personalizzati.  

“L’intelligenza artificiale diventa un intermediario attivo tra contenuto e pubblico, ridefinendo il ruolo stesso dei media tradizionali”, spiegano gli esperti, sottolineando però come sia necessario investire maggiormente nella divulgazione e nella formazione per garantire qualità e trasparenza nell’utilizzo di questi strumenti.  

Non mancano infatti le criticità. Lo stesso report del Reuters Institute evidenzia come solo il 38% degli operatori del settore si dichiari ottimista sul futuro del giornalismo nel 2026, con un forte calo rispetto agli anni precedenti. Gli editori temono inoltre una drastica riduzione del traffico proveniente dai motori di ricerca nei prossimi anni, anche a causa della crescente diffusione dei chatbot basati su IA.  

Per differenziarsi, molte redazioni intendono puntare sempre di più su inchieste originali, reportage sul campo, approfondimenti contestuali e storie reali, investendo parallelamente in video e podcast, considerati i formati più strategici del futuro.  

“La fiducia degli utenti è un capitale fragile: può crescere rapidamente, ma può anche essere compromessa da contenuti imprecisi o poco trasparenti”, spiegano ancora Fiore e Viscanti, ribadendo l’importanza di mantenere un forte controllo editoriale umano sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei media.  

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