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	<title>guardia di finanza &#8211; Bolzano Quotidiano</title>
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	<title>guardia di finanza &#8211; Bolzano Quotidiano</title>
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		<title>Articoli senza certificazione europea: sequestrati in Alto Adige oltre 3000 prodotti dalla Guardia di Finanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione BQ]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2023 13:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione CE]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[standard europei]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre 3000 prodotti senza certificazione CE sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza in tutto l&#8217;Alto Adige, nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione denominata “Natale sicuro”. Gli articoli sono risultati privi dell&#8217;idoneità all&#8217;uso sicuro&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre<strong> 3000 prodotti senza certificazione CE</strong> sono stati sequestrati dalla <strong>Guardia di Finanza</strong> in tutto l&#8217;<strong>Alto Adige</strong>, nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione denominata “<strong>Natale sicuro</strong>”.</p>
<p>Gli articoli sono risultati privi dell&#8217;idoneità all&#8217;uso sicuro o sprovvisti delle informazioni minime per il consumatore e quindi <strong>potenzialmente pericolosi</strong> secondo gli <strong>standard europei</strong> sulla sicurezza, la salute e la tutela dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Si tratta articoli da regalo, <strong>decorazioni natalizie</strong>, luminarie e piccole illuminazioni per le festività, costumi, giocattoli e bigiotteria che risultavano in vendita in diversi negozi.</p>
<p>A rischio di <strong>sanzioni che vanno da 516 a 25000 euro</strong> sono ora i commercianti responsabili dell&#8217;offerta, che sono già stati<strong> denunciati</strong> alla Camera di Commercio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>69 corrieri in nero e 185 irregolari: 4 società altoatesine sanzionate dalla Guardia di Finanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione BQ]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 14:19:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[corrieri]]></category>
		<category><![CDATA[express drivers]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[top news]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto merci]]></category>
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					<description><![CDATA[69 corrieri con contratto di assunzione irregolare ed altri 185 con orari di lavoro eccedenti quanto previsto dal contratto, dei lavoratori in nero, dieci sono risultati percettori dell&#8217;indennità di disoccupazione:&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>69 corrieri con contratto di assunzione irregolare ed altri 185 con orari di lavoro eccedenti quanto previsto dal contratto</strong>, dei lavoratori in nero, dieci sono risultati percettori dell&#8217;indennità di disoccupazione: è questo il bilancio di un&#8217;operazione condotta dalla <strong>Guardia di Finanza di Ega</strong> con il supporto dell&#8217;Inps che ha portato alla sanzione complessiva di <strong>oltre 600mila euro</strong> a carico di <strong>quattro società altoatesine del settore trasporti.</strong></p>
<p>Le indagini dell&#8217;operazione denominata &#8220;<strong>Express Drivers</strong>&#8221; è partita in seguito ad alcuni <strong>controlli su strada</strong> effettuati dalle Fiamme Gialle. Il numero consistente di lavoratori impiegati ma non assunti regolarmente o con numero di ore lavorate inferiore a quelle effettivamente prestate ha insospettito i militari che hanno poi accertato come l<strong>&#8216;omissione del versamento dei contributi previdenziali ammontasse a quasi 500mila euro.</strong></p>
<p>Ai percettori dell&#8217;indennità di disoccupazione sono state inflitte<strong> sanzioni per 135 mila euro.</strong> I <strong>legali rappresentanti delle quattro società sono stati denunciati</strong> inoltre poiché è risultato che altri dipendenti regolarmente assunti erano stati <strong>impiegati durante il periodo della pandemia nonostante risultassero in cassa integrazione. </strong></p>
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		<title>19 lavoratori in nero: maxi multa per un albergatore altoatesino. Sanzioni fino a 220mila euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione BQ]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2023 12:58:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[ispettorato del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori in nero]]></category>
		<category><![CDATA[top news]]></category>
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					<description><![CDATA[Cuochi, addetti alla reception e portierato ma anche camerieri e lavoratori ai piani, tutti non regolari. E&#8217; quando accertato dalla Guardia di Finanza a seguito di un controllo in una&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cuochi, addetti alla reception e portierato ma anche camerieri e lavoratori ai piani, <strong>tutti non regolari</strong>. E&#8217; quando accertato dalla<strong> Guardia di Finanza</strong> a seguito di un <strong>controllo in una struttura alberghiera ai piedi dello Sciliar.</strong></p>
<p>La presenza di <strong>lavoro &#8216;in nero&#8217; nell&#8217;albergo</strong>, con ben <strong>19 dipendenti</strong> tutti reclutati per la stagione invernale da un&#8217;<strong>agenzia intermediaria</strong>, avrebbe generato un&#8217;<strong>evasione che ammonterebbe a oltre 30.000 euro. </strong></p>
<p>L&#8217;agenzia che ha permesso il <strong>reperimento non a norma dei collaboratori</strong> ha base operativa in Puglia e si è poi rivelata essere un&#8217;<strong>azienda di promozione turistica non iscritta all&#8217;Albo</strong> delle agenzie per il lavoro e completamente sconosciuta al fisco che pubblicizzava le opportunità lavorative anche attraverso i social network.</p>
<p>Ora l&#8217;imprenditore è destinatario di <strong>sanzioni amministrative che potranno arrivare fino a 220mila euro</strong>, fino a <strong>12mila invece per l&#8217;associazione di promozione turistica. </strong></p>
<p>L&#8217;intervento delle Fiamme Gialle è stato condotto in collaborazione con l&#8217;<strong>Ispettorato nazionale del lavoro. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tornano dall&#8217;Olanda con un chilo di droga nell&#8217;auto: arrestate due donne al Brennero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione BQ]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Oct 2023 13:50:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[brennero]]></category>
		<category><![CDATA[cocaina]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[Due donne trentine di 46 e 39 anni sono state arrestate dalla Guardia di Finanza al casello autostradale di Vipiteno con più di un chilo di droga nascosto nell&#8217;auto. Dopo&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Due <strong>donne trentine di 46 e 39 anni</strong> sono state <strong>arrestate dalla Guardia di Finanza</strong> al casello autostradale di Vipiteno con <strong>più di un chilo di droga nascosto nell&#8217;auto.</strong></p>
<p>Dopo essere state fermate dai militari per un controllo di routine, le &#8216;turiste&#8217; hanno dichiarato di essere di ritorno da una<strong> vacanza nei Paesi Bassi. </strong></p>
<p>Le ricerche del <strong>cane antidroga</strong> hanno però permesso di ritrovare lo stupefacente occultato all&#8217;interno del <strong>paraurti anteriore del mezzo</strong>. <strong>Un chilo di cocaina e un etto di hashish</strong> contenuti in cinque involucri che sul mercato avrebbero fruttato un  valore di 100mila euro.</p>
<p>La macchina e la droga sono state sequestrate mentre le due corriere si trovano ora nel <strong>carcere femminile di Trento.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Droga per Alto Adige e Trentino: 46 arresti nella maxi operazione di Guardia di Finanza e Polizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione BQ]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2023 10:33:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[operazione antidroga]]></category>
		<category><![CDATA[spaccio]]></category>
		<category><![CDATA[top news]]></category>
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					<description><![CDATA[Un&#8217;operazione antidroga congiunta conclusa nella mattinata di oggi ha portato all&#8217;arresto di 46 persone, di cui 35 in carcere e 11 con obblighi di dimora e al sequestro di beni e&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Un&#8217;<strong>operazione antidroga congiunta</strong> conclusa nella mattinata di oggi ha portato all&#8217;<strong>arresto di 46 persone, di cui 35 in carcere e 11 con obblighi di dimora e al sequestro di beni e disponibilità finanziarie per circa 22 milioni di euro</strong> nelle province <strong>Trento, Bolzano, Milano, Padova e Brescia </strong>(oltre 165 Kg. di droga ceduta).Le indagini, cominciate nel 2021 sono state condotte dalle<strong> Fiamme Gialle di Trento, in co-delega con la Questura di Bolzano.</strong></p>
<p>L&#8217;operazione è stata realizzata con l’impiego di circa <strong>150 tra militari e agenti.</strong> Dei 46 soggetti coinvolti,  <strong>34 sono di nazionalità estera (Albania, Tunisia, Iraq, Inghilterra e Francia)</strong>. Tutti ritenuti a vario titolo responsabili di aver partecipato o collaborato all’interno di<strong> 4 articolate associazioni per delinquere dedite al traffico di sostanze stupefacenti (cocaina, hashish, marjuana, eroina e crack)</strong>, provenienti dall’Albania e dal Belgio e destinate quasi interamente al territorio del Trentino Alto Adige.</p>
<p>Le indagini sono cominciate con l&#8217;<strong>arresto nell’aprile 2021 in flagranza di reato, di un soggetto albanese con dimora nella piana rotaliana</strong>, per la detenzione di 100 grammi di cocaina.</p>
<p>I successivi riscontri delle Fiamme Gialle hanno portato alla scoperta dell’esistenza di un <strong>gruppo criminale, composto da 6 soggetti,</strong> prevalentemente di origini albanesi, al quale l’arrestato apparteneva, ed a ricostruirne interamente l’operatività. Di fatti, la consorteria, previ accordi tra i connazionali dimoranti all’estero, attraverso autovetture condotte da corrieri che attraversavano la rotta balcanica, faceva pervenire lo stupefacente nel territorio trentino dall’Albania.</p>
<p>La continuità delle indagini ha consentito di appurare la <strong>presenza nel territorio trentino ed altoatesino di ulteriori 3 gruppi criminali,</strong> anch’essi associati e interconnessi. In particolare, la seconda associazione per delinquere, composta da<strong> 16 soggetti quasi tutti di origine albanese</strong>, acquistava lo stupefacente da fornitori del nord Europa, specialmente del Belgio, che arrivava sul territorio nazionale tramite la rotta del Brennero, mediante<strong> l’impiego di almeno 2 autovetture per ogni viaggio.</strong></p>
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</div>
<div class="page" title="Page 2">
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<div class="column">
<p>Giunta in provincia di Trento, una delle due auto, c.d.<strong> balena</strong>, appositamente modificata con doppi fondi al fine di occultarne gli ingenti quantitativi di droga che trasportava (circa 30 Kg. per tratta), sostava, per non destare sospetti ed evitare controlli all’uscita dei caselli autostradali, presso alcune aree di servizio dell’A22. Successivamente, il conducente della la<strong> seconda autovettura “staffetta”,</strong> procedeva a caricare l’auto, occupandosi, infine, della consegna dello stupefacente ai pusher operanti le piazze di Rovereto, Mori e Trento.</p>
<p>Le ulteriori attività di servizio hanno consentito di individuare la presenza di <strong>due ulteriori gruppi criminali composti rispettivamente da soggetti di etnia tunisina ed albanese</strong>, i quali si rifornivano dalle predette organizzazioni criminali.</p>
<p>La prima di esse era dedita allo spaccio, anche di crack, prevalentemente nelle piazze di Trento e della bassa Valsugana, mentre la seconda, su cui si sono concentrate le investigazioni della squadra Mobile di Bolzano, operava prevalentemente nel capoluogo altoatesino.</p>
<p>Le indagini, effettuate anche tramite<strong> intercettazioni telefoniche e ambientali,</strong> hanno svelato che gli indagati, i cui vertici erano legati da forti <strong>vincoli di parentela,</strong> avvalendosi di una fitta rete di pusher e referenti territoriali, che utilizzavano sistemi di comunicazione criptati, si avvalevano di diverse strutture immobiliari, quali <strong>appartamenti privati</strong> (nei quali sono stati rinvenuti anche presse, bilancini e materiale per il confezionamento), <strong>pertinenze, box auto ed attività commerciali, adibiti a nascondigli o basi logistiche per la conservazione, taglio, confezionamento, occultamento e spaccio delle sostanze stupefacenti, nonché pe la custodia del denaro.</strong></p>
<p>In particolare, un <strong>bar sito a Rovereto (attualmente cessato), un bar-tabacchi a Trento ed un locale per la somministrazione di alimenti e bevande con sede in Bolzano</strong>, erano state destinati a luoghi di riferimento per lo stoccaggio e per lo spaccio.</p>
<p>Nel corso delle investigazioni sono stati <strong>arrestati in flagranza di reato 15 soggetti e di sequestrati oltre 23,7 Kg. di hashish, circa 20 Kg. di marjuana, 20,7 Kg. di cocaina nonché denaro contante per oltre 220.000 Euro</strong>. Le operazioni di servizio hanno permesso di ricostruire oltre<strong> 630 episodi di spaccio</strong> di sostanze stupefacenti, dai quali è stato calcolato un consumo di circa <strong>41 Kg di cocaina, 84 Kg di Marjuana, 34,5 di hashish, 6,2 di Eroina e 115 g. di Crack.</strong></p>
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<div class="column"></div>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Contributi per pascoli inesistenti: truffe milionarie all&#8217;UE. Coinvolto anche il Trentino Alto Adige</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione BQ]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2023 19:37:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[contributi pascoli]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[top news]]></category>
		<category><![CDATA[truffe agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Truffe all’Unione Europea per intascare milioni di euro di fondi pubblici per pascoli inesistenti. E&#8217; scattata la maxi–operazione “Transumanza”, condotta da nord a sud, dalla Guardia di Finanza di Pescara,&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Truffe all’Unione Europea per intascare milioni di euro di fondi pubblici per pascoli inesistenti.</strong> E&#8217; scattata la maxi–operazione “Transumanza”, condotta da nord a sud, dalla Guardia di Finanza di Pescara, diretta e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (D.D.A.) della Procura di L’Aquila. L&#8217;indagine coinvolge anche il Trentino Alto Adige.</p>
<p>Sono <strong>75 i soggetti e gli enti coinvolti, con 25 misure cautelari personali, 16 perquisizioni e sequestri preventivi in esecuzione</strong>, anche grazie ai mezzi aerei del Reparto Operativo Aeronavale di Pescara, in tutta Italia, tra Abruzzo, Puglia,<strong> Trentino Alto Adige,</strong> Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Lazio e Campania, per un giro di affari illecito su cui si sospetta anche la mano della “mafia foggiana”, visto il coinvolgimento di affiliati alle organizzazioni criminali del Gargano.</p>
<p>Le indagini sono durate<strong> 2 anni</strong> con acquisizioni documentali e intercettazioni di<strong> oltre 100mila conversazioni, 8.000 interrogazioni alle banche dati ed accertamenti bancari su più di 270 conti correnti.</strong></p>
<p>Il pool investigativo ha così tratteggiato l’esistenza di un <strong>sodalizio criminale dedito alla perpetrazione, con l’aggravante mafiosa, di frodi a danno del bilancio nazionale e comunitario</strong>, che sarebbe stata attuata mediante indebite richieste di contributi per il Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (F.E.A.GA) nel settore della Politica Agricola Comune (PAC).</p>
<p>Per truffare Bruxelles, <strong>l’associazione per delinquere, operativa dal 2014,</strong> di cui farebbero parte <strong>13 persone</strong>, avrebbe simulato il possesso dei requisiti necessari per ottenere la disponibilità di terreni e di corrispondenti titoli PAC, rilasciati gratuitamente dalla Riserva Nazionale dei Titoli ai nuovi giovani imprenditori agricoli.</p>
<p>Secondo gli investigatori, <strong>le nuove imprese agricole fittizie sarebbero state in combutta con altrettante società cooperative agricole o associazioni temporanee di imprese, costituite per fare incetta di migliaia di ettari di terreni la cui concessione ad uso civico veniva messa a bando dai Comuni.</strong></p>
<p><strong>Le frodi, accertate dai finanzieri, ammonterebbero a circa 5 milioni di euro. Somme sequestrate a 24 imprese agricole e 38 soggetti</strong>, accusati, a vario titolo, di autoriciclaggio, reimpiego di proventi illeciti, ricettazione, truffa aggravata ai danni dello Stato e per il conseguimento di erogazioni pubbliche.</p>
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		<title>Frode fiscale ed evasione dell&#8217;Iva: nei guai un imprenditore bolzanino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione BQ]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 11:28:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[evasione iva]]></category>
		<category><![CDATA[frode fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[operazione cheap ink]]></category>
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					<description><![CDATA[La Guardia di Finanza di Bolzano ha eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Procuratore europeo delegato alla sede di Venezia nei confronti di un imprenditore bolzanino indiziato di&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Guardia di Finanza di Bolzano</strong> ha eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Procuratore europeo delegato alla sede di Venezia nei confronti di un <strong>imprenditore bolzanino</strong> indiziato di <strong>numerosi reati fiscali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il provvedimento cautelare è stato emesso a conclusione dell&#8217;<strong>operazione «Cheap ink»</strong> che, all&#8217;inizio dell&#8217;anno, aveva portato all&#8217;esecuzione di <strong>18 misure cautelari</strong> nei confronti di soggetti indagati per <strong>associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, al riciclaggio e all&#8217;autoriciclaggio</strong>, oltre che al <strong>sequestro di beni per un valore complessivo di circa 58 milioni di euro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;inchiesta, avviata dalla <strong>Procura di Bolzano</strong> e poi avocata dalla <strong>Procura europea</strong>, ha registrato negli ultimi mesi una nuova svolta, facendo emergere il ruolo dell&#8217;<strong>imprenditore bolzanino</strong> che, originariamente in affari con i vertici dell&#8217;associazione criminale, ne aveva, poi, preso le distanze, dando vita ad un&#8217;<strong>autonoma frode Iva</strong>, a vantaggio della propria impresa e di un&#8217;ulteriore società, della quale è stato direttore commerciale, entrambe con sede nel capoluogo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo schema della frode, che ha generato <strong>proventi illeciti per oltre 650 mila euro</strong>, si è rivelato analogo a quello già portato alla luce nella prima fase delle indagini, che avevano cristallizzato le responsabilità di due imprenditori di origine padovana (padre e figlio) e di numerosi fiancheggiatori i quali, dopo aver dato vita a un reticolo di oltre trenta società, tutte formalmente amministrate da compiacenti «t<em>este di legno</em>», avevano iniziato ad importare in Italia <strong>rilevanti quantitativi di materiale da cancelleria e di consumo per le apparecchiature di stampa</strong>, omettendo sistematicamente il versamento dell&#8217;Iva dovuta, per poi rivenderli a prezzi estremamente vantaggiosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come riportato dalle Fiamme gialle &#8220;<em>dopo aver appreso dalla stampa dell&#8217;arresto degli imprenditori padovani, l&#8217;imprenditore bolzanino, ipotizzando di essere coinvolto nelle indagini e temendo il sequestro dei propri beni, ha iniziato a <strong>disfarsi del patrimonio a lui intestato</strong>, simulando, tra l&#8217;altro, la separazione dalla moglie, al fine di preservare la casa di proprietà da un eventuale provvedimento giudiziario</em>&#8220;.</p>
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