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		<title>Caro casa a Bolzano: accuse di ritardi e immobilismo all’amministrazione comunale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Maglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Nov 2024 15:29:08 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>BOLZANO.</strong> L’assemblea dell’Associazione della Proprietà Edilizia, tenutasi venerdì 22 novembre, ha riportato al centro del dibattito pubblico la grave crisi abitativa che affligge la città di Bolzano. Secondo il presidente dell’associazione, i ritardi e l’inerzia dell’Ente Pubblico stanno aggravando una situazione già critica, con ripercussioni dirette sulla crescita economica e sociale del capoluogo altoatesino.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il fabbisogno abitativo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È ormai noto che Bolzano necessita urgentemente di nuove abitazioni. Secondo le stime, entro il 2030 serviranno almeno 1.500-2.000 nuovi alloggi per rispondere alle esigenze della popolazione. Tuttavia, il raggiungimento di questo obiettivo appare lontano, e molte persone che desiderano trasferirsi in città, contribuendo al sistema produttivo locale, sono costrette a rinunciare a causa della carenza di abitazioni disponibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le accuse alla Giunta Comunale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il consigliere comunale della Lega, <strong>Kurt Pancheri</strong>, la principale responsabilità ricade sull’amministrazione comunale, accusata di immobilismo e di non aver aggiornato il piano urbanistico da quasi 20 anni. Pancheri sottolinea come questa mancanza stia frenando l’espansione abitativa e, di conseguenza, lo sviluppo economico della città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La Giunta ha respinto tutte le mozioni presentate dalla Lega per accelerare l’individuazione di nuove aree edificabili,” afferma Pancheri. “Si continua a parlare dell’area della Caserma Huber e dell’areale ferroviario come soluzioni definitive, ma sono pratiche bloccate da anni. Questa è pura propaganda.”</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nuove proposte per uscire dalla crisi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le soluzioni avanzate, Pancheri propone l’individuazione di nuove aree per insediamenti abitativi, guardando inevitabilmente verso ovest, oltre via Resia, a causa delle limitazioni morfologiche del territorio. I comuni limitrofi, infatti, si sono rifiutati di costruire case per soddisfare le esigenze di Bolzano. Pancheri critica anche il piano del verde, giudicato insufficiente per recuperare l’esistente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le conseguenze dell’immobilismo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Pancheri, il rifiuto di esplorare nuove possibilità da parte del sindaco e dell’ex vicesindaco Walcher (ora assessore provinciale) porterà a gravi conseguenze: un calo del PIL, la decrescita della popolazione e un inevitabile declino economico e sociale della città.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ridurre la pressione fiscale per incentivare il mercato</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, Pancheri suggerisce una forte riduzione della pressione fiscale sugli immobili, come l’IMI, per incentivare i proprietari a mettere a disposizione gli alloggi con contratti a canone concordato e a lungo termine. “Lo Stato ha fatto la sua parte introducendo la cedolare secca; il Comune, invece, rimane inspiegabilmente immobile,” conclude Pancheri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La crisi abitativa a Bolzano resta dunque un tema urgente e complesso, in attesa di soluzioni concrete e di una strategia che guardi al futuro della città.</p>
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