lunedì, Febbraio 16, 2026
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Un segno nero per dire basta: i piccoli calciatori contro la violenza sugli arbitri

by Massimiliano Maglione

Un segno nero sulla guancia dei piccoli calciatori al Torneo Uisp di via Maso della Pieve

BOLZANO. Un segno nero sulla guancia, semplice ma potentissimo, per dire “basta” alla violenza e agli insulti contro gli arbitri. È questo il messaggio che la Virtus Bolzano ha voluto lanciare oggi pomeriggio nel Torneo Uisp disputato sui campi di via Maso della Pieve, con i piccoli della categoria Primi Calci 2017, 2018, 2019 e 2020. protagonisti di un gesto che ha commosso e fatto riflettere.

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L’iniziativa, ideata dalla Virtus, nasce come segno di solidarietà verso i direttori di gara, ma anche come risposta concreta ai gravi fatti avvenuti la scorsa settimana proprio sugli stessi campi, quando durante una partita tra ragazzini del 2016 alcuni genitori sono venuti alle mani, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine.

“Vogliamo dare un segnale chiaro — ha spiegato il tecnico virtussino Max D’Agostino—: il calcio dei bambini deve tornare a essere un momento di gioia, di amicizia e di rispetto. Non possiamo più tollerare episodi di violenza, soprattutto davanti ai più piccoli, che devono vedere nello sport un esempio positivo”.

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I baby calciatori sono così scesi in campo con un segno nero sulla guancia, simbolo di rispetto e solidarietà verso gli arbitri e di rifiuto verso ogni forma di aggressività verbale o fisica.

L’iniziativa, partita dalla Virtus, ha trovato subito il sostegno e la condivisione di altre realtà sportive locali, tra cui l’Oltrisarco, la stessa Uisp e il Napoli Club, che hanno deciso di rilanciare il messaggio e di farlo proprio. Tutte unite da un obiettivo comune: riportare al centro i valori autentici dello sport, l’educazione e il rispetto.

“Lo sport deve unire, non dividere — hanno ricordato gli organizzatori —. I genitori devono essere i primi a dare l’esempio: incitare, non urlare; applaudire, non aggredire. Solo così il calcio può tornare a essere una vera scuola di vita”.

Nel pomeriggio di sport e sorrisi, il segno nero sui volti dei bambini è diventato un simbolo di speranza: un piccolo grande gesto per dire che il calcio è passione, educazione e rispetto, e che la violenza non avrà mai spazio nei campi dei più giovani.

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