Oltrisarco–Campo di Trens: la società bolzanina chiarisce gli episodi di Maso della Pieve
«Nessuna aggressione negli spogliatoi, situazione ingigantita»
Nei giorni scorsi era circolata la notizia di presunti scontri avvenuti presso i campi di via Maso della Pieve dopo la partita della categoria Allievi tra Oltrisarco e Campo di Trens. Secondo una prima ricostruzione, alcuni tifosi locali si sarebbero introdotti negli spogliatoi della squadra ospite minacciando e spintonando i giovani atleti, con conseguente intervento delle forze dell’ordine.
Dagli approfondimenti raccolti da BolzanoQuotidiano.it, la dinamica reale appare tuttavia diversa da quanto inizialmente riportato.
La versione ufficiale dell’Oltrisarco
È direttamente il presidente della società rosso-blu a chiarire quanto accaduto:
«Non c’è stata alcuna aggressione. Alcuni ragazzi si sono ritrovati nei pressi degli spogliatoi, ma non hanno messo in atto comportamenti violenti né verbali né fisici».
Il dirigente del Campo di Trens, ritenendo comunque la situazione potenzialmente critica, ha scelto di chiamare le forze dell’ordine “per prudenza”. Gli agenti, una volta giunti sul posto, non hanno riscontrato irregolarità né situazioni di rischio.
Impegno sulla sicurezza
Ia società dell’Oltrisarco ribadisce il costante impegno nel garantire ordine e sicurezza durante tutte le gare casalinghe:
«La nostra priorità è tutelare i giovani atleti e tutti coloro che frequentano la struttura. Lo abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo».
La questione dei ragazzi “più vivaci”
Il presidente riconosce la presenza, come già emerso in passato, di alcuni giovani “più problematici” che talvolta possono creare tensioni:
«Sono casi noti e monitorati. La società fa il massimo per tenerli sotto controllo e indirizzarli verso comportamenti rispettosi delle regole e dello spirito sportivo».
Lo sport come luogo di confronto, non di scontro
Il messaggio finale è un richiamo forte ai valori educativi dello sport:
«Il calcio deve essere un luogo di confronto, crescita e rispetto reciproco. Non c’è spazio per derive verbali o fisiche. Siamo tutti chiamati a preservare il clima sereno che questo sport merita».
