Melbourne – Si chiude con grande amarezza, ma anche con la consapevolezza di aver scritto un’altra pagina importante della sua carriera, l’avventura di Jannik Sinner agli Australian Open. L’altoatesino deve arrendersi in finale a Novak Djokovic, che al termine di una battaglia epica durata cinque set conquista il match decisivo grazie a un break nei momenti chiave del set finale.
Una partita intensa, combattuta e di altissimo livello, che ha confermato lo straordinario stato di forma di Sinner e, allo stesso tempo, l’intramontabile classe del campione serbo. Djokovic, dato da molti per “ex mostro sacro” ormai sul viale del tramonto, ha invece dimostrato ancora una volta perché resta uno dei più grandi di sempre, capace di alzare il livello quando la pressione diventa massima.
Sinner ha giocato alla pari per lunghi tratti dell’incontro, mettendo in difficoltà il serbo con il suo ritmo da fondo campo, la solidità mentale e colpi sempre più maturi. Dopo oltre quattro ore di gioco, però, nel quinto set è stata l’esperienza di Djokovic a fare la differenza: un break decisivo ha spezzato l’equilibrio e consegnato al serbo la vittoria finale.
Nonostante la sconfitta, il torneo di Melbourne rappresenta un segnale fortissimo per il tennis italiano. Jannik Sinner esce dall’Australian Open da protagonista assoluto, confermandosi stabilmente tra i migliori al mondo e dimostrando di poter competere, anche nelle finali Slam, contro le leggende di questo sport.
Per l’altoatesino resta il rammarico per un titolo sfumato di misura, ma anche la certezza che il futuro è dalla sua parte. Melbourne saluta Sinner con un lungo applauso: la vittoria è solo rimandata.
