martedì, Marzo 24, 2026
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Telemarketing, cambiano le tattiche dopo il filtro anti-spoofing Agcom: aumentano le chiamate dall’estero

by Massimiliano Maglione

BOLZANO. Il nuovo filtro anti-spoofing introdotto da Agcom ha colpito duramente le chiamate con numeri falsificati, ma il telemarketing aggressivo non si è fermato. Anzi, secondo il Comitato provinciale per le comunicazioni, molti call center hanno semplicemente cambiato strategia, iniziando a chiamare con numerazioni estere reali.

Il filtro, entrato in vigore lo scorso 19 novembre, è stato progettato per bloccare le telefonate che falsificavano numeri italiani, una pratica molto diffusa utilizzata per mascherare la provenienza delle chiamate. Il sistema ha già consentito di bloccare decine di milioni di chiamate illecite, ma il fenomeno non è scomparso.

Oggi, infatti, molti utenti continuano a ricevere chiamate indesiderate, spesso provenienti da prefissi internazionali, utilizzati dai call center per aggirare i controlli.

“Il proliferare di chiamate commerciali e truffe da numerazioni estere reali è un vero problema – spiega la presidente del Comitato provinciale per le comunicazioni, Judith Gögele – soprattutto per chi ha parenti, amici o attività all’estero e quindi non può ignorare automaticamente le chiamate internazionali. In questo nuovo contesto, i tradizionali strumenti di difesa diventano ancora più importanti”.

Uno degli strumenti principali a disposizione dei cittadini resta il Registro pubblico delle Opposizioni (RPO), servizio pubblico gratuito che permette di iscrivere il proprio numero di telefono – sia fisso sia mobile – per impedire che venga utilizzato per attività di telemarketing.

Accanto a questo strumento, anche la tecnologia può aiutare a ridurre il fenomeno. Gli smartphone moderni, infatti, dispongono di sistemi integrati di filtraggio delle chiamate sospette, mentre molti operatori telefonici offrono servizi antispam a livello di rete in grado di intercettare e bloccare traffico telefonico sospetto prima che raggiunga il dispositivo dell’utente.

“Attivare questi servizi – spesso disponibili tramite app dedicate o attraverso l’area clienti del proprio operatore e generalmente gratuiti – rappresenta un ulteriore livello di protezione”, aggiunge Gögele.

Un’altra soluzione può arrivare dalle applicazioni di terze parti, che consentono di creare liste personalizzate di numeri autorizzati (whitelist) o bloccati (blacklist). Tuttavia, il Comitato invita alla prudenza.

“Non tutte queste applicazioni sono sicure – sottolinea Gögele – per questo è sempre meglio informarsi bene prima di installarle e preferire quelle più diffuse o utilizzare direttamente i filtri integrati nei sistemi operativi”.

Secondo il Comitato provinciale per le comunicazioni, la strategia più efficace resta quella di combinare più strumenti: l’iscrizione al Registro delle Opposizioni per limitare il telemarketing legale, i filtri integrati degli smartphone e dei gestori telefonici per intercettare le chiamate sospette, e solo in aggiunta eventuali app dedicate.

Un approccio multilivello che, in un contesto in cui i call center cambiano continuamente tecniche, resta oggi la difesa più efficace per gli utenti.

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