mercoledì, Agosto 5, 2026
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Operatori culturali in crisi, Amhof agli insegnanti: «Ora basta proteste, si torni alla normalità»

by Massimiliano Maglione

BOLZANO – La Provincia alza i toni e chiede la fine delle proteste nel mondo della scuola. L’assessora provinciale al Personale, Magdalena Amhof, interviene con una presa di posizione netta dopo la lettera aperta sottoscritta da numerosi operatori culturali, che hanno denunciato le pesanti conseguenze economiche provocate dall’annullamento delle uscite didattiche e delle attività scolastiche.

Secondo Amhof, la Giunta provinciale ha già compiuto un passo concreto e significativo approvando gli aumenti salariali per il personale docente. Per questo motivo, sostiene l’assessora, è arrivato il momento di archiviare la stagione delle proteste e garantire il regolare svolgimento del prossimo anno scolastico.

«La Giunta provinciale ha fatto tutto il possibile per adeguare gli stipendi degli insegnanti e compiere un primo, importante passo», afferma Amhof. «Sappiamo che nel settore dell’istruzione esistono ancora aspetti da migliorare, ma ora ci aspettiamo anche dai promotori della protesta un gesto di responsabilità. Alunni e famiglie non possono continuare a pagare il prezzo di questa situazione.»

L’appello dell’assessora arriva dopo il grido d’allarme lanciato dal settore culturale indipendente, che denuncia una vera e propria crisi provocata dalla cancellazione delle visite scolastiche, fondamentali per l’attività di musei, teatri, compagnie artistiche e operatori culturali. Secondo gli artisti, la protesta ha avuto ripercussioni ben oltre il mondo della scuola, mettendo in difficoltà un intero comparto.

Amhof riconosce le difficoltà vissute dal settore culturale e sottolinea come sia giunto il momento di «voltare pagina». L’assessora evidenzia inoltre che anche tra i cittadini cresce la richiesta di porre fine a una protesta che, a suo giudizio, non dovrebbe più ricadere su studenti, famiglie e realtà culturali del territorio.

Sul fronte economico, la Provincia rivendica l’importante investimento destinato al personale docente. Grazie all’adeguamento all’inflazione e agli incrementi salariali previsti, gli insegnanti percepiranno un aumento minimo di circa 800 euro lordi al mese. Inoltre, i nuovi laureati qualificati entreranno direttamente nel secondo scaglione retributivo, con un incremento che potrà arrivare fino a 7.000 euro lordi all’anno.

La Giunta provinciale ribadisce quindi di aver mantenuto gli impegni assunti sul piano economico e lancia un messaggio chiaro: è tempo di chiudere la stagione delle proteste e restituire stabilità alle scuole, nell’interesse degli studenti, delle famiglie e dell’intero sistema culturale altoatesino.

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