La Giunta provinciale di Alto Adige ha approvato le linee guida del nuovo servizio di “Accompagnamento abitativo per famiglie con background migratorio”, un progetto che punta a rafforzare integrazione, autonomia e responsabilità individuale attraverso percorsi abitativi e socio-educativi personalizzati.
Il progetto, approvato il 15 maggio su proposta dell’assessora provinciale alla Coesione sociale Rosmarie Pamer, prevede l’accoglienza di 94 famiglie con background migratorio in diversi Comuni altoatesini. Le famiglie interessate sono nuclei con procedura di asilo conclusa positivamente e regolare diritto di soggiorno.
Accanto alla disponibilità degli alloggi, i servizi sociali delle Comunità comprensoriali garantiranno un accompagnamento socio-pedagogico attraverso specifici progetti di integrazione, con particolare attenzione a lavoro, apprendimento della lingua e autonomia abitativa.
“Le famiglie hanno bisogno di una situazione abitativa stabile e di una prospettiva”, ha spiegato l’assessora Pamer, sottolineando come il progetto voglia favorire un percorso concreto verso l’inclusione sociale.
La durata prevista dell’accoglienza sarà di 24 mesi. Le famiglie dovranno inoltre contribuire economicamente alle spese con quote mensili fino a 168 euro a persona. Per un nucleo di tre persone il contributo potrà variare, in base alla situazione economica, da 120 fino a 504 euro mensili.
Elemento centrale del progetto sarà il cosiddetto “patto di accoglienza”, che ogni famiglia dovrà sottoscrivere. Nel documento vengono definiti obblighi e requisiti, tra cui la partecipazione attiva ai percorsi d’integrazione, il pagamento delle quote previste e la collaborazione costante con i servizi sociali territoriali.
“Anche le famiglie che partecipano a questo progetto hanno una responsabilità”, ha evidenziato l’assessora Pamer, ribadendo il principio della corresponsabilità nel processo di integrazione.
Secondo la direttrice dell’Ufficio per la Tutela dei minori e l’inclusione sociale, Astrid Wiest, il supporto degli operatori sociali rappresenta un elemento fondamentale per favorire il percorso verso l’autonomia. Tra gli esempi virtuosi citati vi sono i progetti SAI attivi in Val Venosta, dove diverse famiglie sono già state accompagnate con successo verso l’inclusione abitativa e sociale.
La Provincia ha inoltre precisato che i Comuni dovranno comunicare entro il 1° giugno la disponibilità degli alloggi, anche se saranno valutate eventuali ulteriori segnalazioni successive alla scadenza.
